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Che qui e adesso, che poi e il nulla

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione della scrittrice Savina Dolores Massa sul rapporto tra tutela ambientale del Sinis, cultura, turismo e gestione del patrimonio di Mont’e Prama.

R
Redazione Corrispondente
27 MAG 2026
6 min
Sculptures from Monte Prama

Sculptures from Monte Prama

Anthony Muroni, Presidente della Fondazione Monte'e Prama, ci informa di un successo considerato tale da lui, dall'intera Fondazione, dall'Amm.ne di Cabras e da tanti seguaci, in un post pubblicato sulla sua pagina FB, in data 3 maggio 2026.

“I siti culturali di Cabras - scrive - volano nel 2026: aprile storico con incassi oltre i 100mila euro. Partenza sprint a maggio con 2.800 presenze in due giorni. Il 2026 si conferma un anno di crescita senza precedenti per i siti gestiti dalla Fondazione Mont'e Prama. I dati di affluenza e gli incassi registrati nel primo quadrimestre, e in particolare nel mese di aprile, stabiliscono nuovi record storici assoluti per il Parco Archeologico. Il mese appena trascorso ha segnato un traguardo eccezionale: le biglietterie hanno staccato 27.420 tagliandi, generando incassi per 107.663 euro. Si tratta della prima volta nella storia della Fondazione che il mese di aprile supera la soglia psicologica dei centomila euro di fatturato. Il confronto con l'anno precedente evidenzia una crescita robusta: +34,7% nelle presenze e +12,6% negli incassi rispetto ad aprile 2025. Se confrontato con il 2019, anno d'oro del turismo pre-pandemico, il balzo in avanti è ancora più netto, con un +18,3% di accessi e un impressionante +61,6% di introiti.  L'eccellente performance primaverile traina l'intero primo quadrimestre 2026, che si chiude con 38.118 visitatori complessivi e 149.245 euro di incassi. Il trend positivo non accenna a rallentare, anzi accelera con l'inizio del nuovo mese. I primissimi dati di maggio confermano l'enorme attrattività dei siti: nei soli primi due giorni del mese sono stati registrati oltre 2.800 ingressi, che si sono tradotti in 14.600 euro di incassi, preannunciando una stagione estiva di altissimo profilo. Alla luce di queste performance, le proiezioni per la chiusura dell'anno delineano scenari di assoluto rilievo per il territorio. Mantenendo gli attuali tassi di crescita, la Fondazione è proiettata a superare per la prima volta la soglia dei 200.000 ingressi annui, con la prospettiva concreta di portare gli incassi complessivi a sfiorare il milione di euro.”

Premetto d'essere sinceramente fiera del lavoro svolto dalla Fondazione nel riunire presso il Museo di Cabras i venticinque Giganti scoperti in frammenti da un contadino nel 1974, sepolti nel Sinis di Cabras – provincia di Oristano, Sardegna centro occidentale – e lasciati spezzati a guardarsi tra loro fino al restauro definitivo che ha portato i Giganti all'esposizione nel loro splendore, appunto nel citato Museo. Dopo cinquantadue anni ora si possono ammirare schierati nella Struttura rinnovata, con i loro occhi rotondi rivolti alla stagno. 

Riportarli nel proprio territorio è stata indubbiamente impresa meritevole di lodi. E io lodo. Ma dopo il post FB di Muroni riportato al principio di quanto vorrei dire a tutti, i miei occhi sono diventati identici a quelli dei Giganti: tondi, freddi di pietra, accusatori quanto basta per far abbassare sguardi a chi domande, allo stato attuale di esultanza, pare non porsele.

Nel pezzo di Muroni si srotolano cifre di ingressi e di incassi, conclude sperando di coinvolgerci in urla di giubilo (“con la prospettiva concreta di portare gli incassi complessivi a sfiorare il milione di euro”). Ebbene sono convinta che in tanti - mentre esultano in nome della futura grassa economia risollevata per il paese di Cabras, la sua frazione Solanas, Oristano anche, e tutte le reti collaborative prospettate - stanno sognando denaro a discapito dell'intera distruzione del Sinis se non si porrà un freno, adesso, ieri e avantieri, alla fiumana di visitatori che si riverserà ad ammirare le Statue, dopo una politica di promozione delle stesse, abile e assidua, in tutto il Mondo.

Per questi visitatori io spero nell'immediata applicazione del numero chiuso, molto chiuso, rinunciando all'inseguito e bramato milione di euro entro il 2026. Tutto il Sinis è area marina protetta. Un solo passo di troppo, una voce alla quale il silenzio è sconosciuto, sarebbero capaci di creare un impatto ambientale senza precedenti in un territorio fragilissimo a causa della sua conformazione geologica. Un territorio già abbastanza violentato dal tempo e dai cambiamenti climatici.

L'Istmo di San Giovanni di Sinis sta già mostrando segni inequivocabili: le coste di argilla, sabbia e arenaria fratturate, la macchia mediterranea sempre più impallidita, dove non scomparsa per dare spazio a parcheggi, gli uccelli di ogni specie che si allontanano dai mari e dallo stagno. I pesci hanno imparato a piangere ingrassando le onde.

Mia madre nata nel 1930, fu portata in gita nel Sinis negli anni '50. Di San Giovanni ricorda la spiaggia rossa di occhi di Santa Lucia e innumerevoli frammenti di corallo. E ricorda le capanne di falasco dei pescatori. Delle altre spiagge narra di alte dune di quarzo e tartarughe tra le palme nane e il rosmarino. Della chiesa edificata in periodo bizantino con pietre di arenaria a vista recuperate dalle Rovine di Tharros a pochi metri da essa. Narra, mia madre, L'ha costruita un angelo.

Col benestare della Sovrintendenza, in questa inimitabile “location” la Fondazione Monte 'e Prama e l'Amm.ne Comunale di Cabras hanno già programmato decine di “Grandi Eventi” musicali, letterari, scientifici e via dicendo, a favore di un pubblico estasiato di trovarsi dentro “la splendida cornice” senza tremare nella coscienza per il danno arrecato al luogo e alla Storia degli avi, contribuendo alla sua distruzione nel qui e adesso vivo, e per me voglio. 

Qui e adesso verso il milione di euro entro il 2026. Qui e adesso si costruisce una nuova biglietteria identica a una cappella mortuaria, benedetta dalla Sovrintendenza, anch'essa. E quanti visitatori intendereste far entrare nell'Ipogeo del novenario di San Salvatore? Tre respiri al giorno lo ucciderebbero.

E dunque, possiamo affermare che la Cultura porta economia? Certo, ma a quale prezzo? Svestendo il Sinis di se stesso per fargli indossare un abito più lussuoso, dimenticando, tutti, d'esserci colmati la bocca con il vocabolo Paesitudine ma, se così deve andare la faccenda, senza averne compreso il senso.

Care Fondazione di Monte 'e Prama e Comune di Cabras, moderate la boria. Le vostre competenze ponetele a disposizione dell'Isola intera, non concentratevi solo su voi stessi, non dimenticate per un solo istante che dal 2025 l'immenso patrimonio delle Domus de Janas è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità, e a oggi stanno marcendo. Ponetevi l'obiettivo urgente di una Rete, conducendo moderatamente i visitatori in ogni sito. Nel rispetto di ogni sardo e di una terra generosa di passato.

Quell'agognato milione di euro, caro Presidente Muroni e compagnia non pretendetelo tutto per voi, altrimenti confermerò l'antica leggenda sui fuochi d'artificio per la festa patronale di Santa Maria in Cabras, quando, pur di battere i fuochi del vicino paese di Santa Giusta, si era disposti a uccidere gli artificieri antagonisti. Leggende, certo.

Di diventare Storia bellissima avete la grande possibilità, apponendo la firma al vostro operare, che resterà agli atti nel futuro. Ma a qualsiasi firma di Re, in un attimo, basta poco per lasciare inchiostro sbiadito sul Nulla.


Savina Dolores Massa


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