AttualitàOggi la nostra rassegna stampa sarda podcast parte dal via libera al primo maxi parco eolico offshore della Sardegna, autorizzato al largo di Portoscuso e San Pietro. Un progetto da quasi un miliardo e mezzo di euro che riaccende il dibattito su una transizione trasformata in speculazione energetica, gli impatti sui territori ma anche le promesse occupazionali. Ne parliamo con la geografa Martina Loi. Restiamo poi sulla questione militari israeliani in “decompressione” in Sardegna perché un esposto alla Corte Penale Internazionale chiede di fare luce sulla presenza nell'Isola di famiglie di riservisti dell'esercito israeliano. Spazio anche alle elezioni amministrative 2026, tra liste uniche e una crescente difficoltà a trovare chi voglia mettersi in gioco nell'amministrazione locale, facciamo un’analisi del voto con Daniela Falconi, presidente di Anci Sardegna. Infine, una buona notizia da Cala di Volpe dove si pianta nuova Posidonia oceanica per contribuire alla tutela degli ecosistemi del Mediterraneo. Dopo la cronaca facciamo un giro sul nostro portale e sui nostri social, un tuffo nello sport sardo con gli amici di Centotrentuno e vediamo tutti gli eventi da non perdere in arrivo.
AmbienteSe da un lato si parla sempre di più di burnout e tecnostress, quello che parallelamente cresce è anche l'interesse per le piante officinali, il foraging e i saperi tradizionali legati alla natura. Un fenomeno che riguarda sempre più persone e che in Sardegna si intreccia con la riscoperta di un patrimonio botanico e culturale tramandato per generazioni.
SocietàIn una quotidianità che vede un aumento esponenziale dell'uso dei social network per informarsi, cresce il peso di creator e influencer che occupano spazi tradizionalmente riservati al giornalismo, commentando (o direttamente realizzando contenuti estrapolati da pubblicazioni altrui) cronaca e politica, e assumendo sempre più spesso il ruolo di professionisti dell'informazione, pur senza condividere obblighi, responsabilità e regole del giornalismo. Un fenomeno che solleva interrogativi sulla credibilità delle fonti, la qualità dell'informazione e il futuro della professione giornalistica, di cui parliamo con la giornalista Angela Galiberti.
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