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Chi rifornisce di energia un genocidio? - Rassegna stampa sarda settimanale

Oggi la nostra rassegna stampa sarda parte parlando di complicità con il genocidio in Palestina. Un dossier conferma infatti ancora una volta come anche noi in Sardegna facciamo la nostra parte, nello specifico ad essere coinvolta sarebbe la Saras di Sarroch, tema di cui parliamo con l’attivista Samed Ismail. Restiamo poi a tema conflitti perché in settimana il Comitato paritetico sulle servitù militari della Sardegna ha deciso di non approvare il calendario delle esercitazioni a fuoco previste nel secondo semestre dell'anno nei poligoni dell'isola: è la prima volta che accade in questa legislatura, la seconda in sette anni. Guardiamo poi alla protesta delle persone migranti che si trovano nel Centro di Accoglienza Straordinaria di Villanovaforru e infine, una buona notizia da Cala Finanza dove cala il sipario sul progetto di Tavolara Bay, tema di cui parliamo con la giornalista Angela Deiana Galiberti. A seguire come sempre le nostre pubblicazioni, il punto sport con Centotrentuno e gli eventi in arrivo.

R
Redazione Corrispondente
3 LUG 2026
12 min
Immagine di sfondo repertorio Canva

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RASSEGNA OLTRE - TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA PODCAST

CRONACA:

Buongiorno dalla redazione di Sardegna Oltre, sono Lisa Ferreli e apriamo insieme con una selezione delle notizie più rilevanti uscite nell’ultima settimana.

Genocidio in Palestina: “anche noi in Sardegna facciamo la nostra parte” - min. 1:35

Nel giugno 2025 il 17% di tutte le importazioni di petrolio israeliane è transitato dalla raffineria Saras di Sarroch. Lo documenta il rapporto "Soffocare la macchina bellica: Vitol fornisce petrolio per il genocidio", pubblicato dal Palestinian Institute for Climate Strategy (PICS) e da Disrupt Power, e presentato a Cagliari in settimana. L'indagine ricostruisce come Vitol, società olandese è un colosso petrolifero, il più grande trader indipendente di petrolio al mondo, utilizzerebbe la raffineria sarda per aggirare le pressioni internazionali e continuare a rifornire l'economia di guerra israeliana. A organizzare la presentazione sono state diverse organizzazioni locali a partire dai Giovani Palestinesi, Ultima Generazione, Potere al Popolo Sardegna, Unigcom, USB Sardegna, Associazione Sardegna Palestina, Unica per la Palestina e la Global Sumud Sardigna, realtà impegnate nel territorio sardo nel supporto alla causa palestinese. Uno dei punti critici evidenziato dal rapporto, quello che maggiormente vede coinvolto il territorio sardo, riguarda come anticipato la recente acquisizione da parte di Vitol della raffineria Saras SPA di Sarroch, acquisizione che l’avrebbe resa un nodo logistico critico nelle catene di approvvigionamento che alimentano il militarismo e il genocidio. Sto leggendo direttamente dal dossier - che è inoltre scaricabile online - il quale riporta come nel giugno 2025 la raffineria sarda sarebbe stata responsabile di circa il 17% di tutte le importazioni di petrolio in Israele, circa invece il 10% per quanto riguarda i mesi di luglio e agosto dello stesso anno. Centrale sarebbe soprattutto sempre per quanto riguarda la raffineria sarda, il fatto che è qui che le società possono continuare a instradare il greggio verso Israele pur prendendo formalmente le distanze dalle vendite dirette. Lascio però direttamente la parola all’attivista Samed Ismail che abbiamo incontrato durante la presentazione del dossier e che ci ha spiegato quali siano gli elementi cruciali di un’infrastruttura energetica che alimenta un sistema di apartheid, genocidio ed espansione coloniale e che vede ancora una volta la nostra isola direttamente coinvolta.

Fonti:
La Sardegna snodo del petrolio per il genocidio
Soffocare la macchina bellica

Il Co.Mi.Pa boccia il calendario delle esercitazioni militari - 7:43

Per la prima volta in questa legislatura e per la seconda volta negli ultimi sette anni, il Comitato paritetico sulle servitù militari della Sardegna (Comipa) ha deciso, a larga maggioranza, di non approvare le attività proposte dai Comandi militari. Il calendario delle esercitazioni a fuoco previste nel secondo semestre dell'anno nei poligoni dell'isola è stato quindi bocciato dai componenti civili di nomina regionale, una decisione - che non è vincolante e può essere superata da un decreto del ministro della Difesa - che è stata motivata con "la poca chiarezza e trasparenza e la totale assenza di informazioni sull'utilizzo che di uno dei poligoni faranno non meglio identificate ditte”, e cioè imprese private del settore militare e della produzione di armamenti che affitteranno il poligono per fare ricerca, testare o presentare a potenziali acquirenti le loro produzioni belliche. Motivazioni dunque - leggo direttamente dal loro comunicato - che hanno spinto il Co.Mi.Pa. a non approvare il calendario delle esercitazioni proposto, strettamente legate all’utilizzo dei poligoni tanto che dei quattro poligoni per i quali veniva proposto il calendario – Capo Teulada, Capo Frasca, Salto di Quirra e S’Ena Ruggia – solo relativamente a quest’ultimo il calendario è stato approvato all’unanimità mentre è stato bocciato a maggioranza per gli altri siti. Quello che ribadiscono sempre dal comitato è inoltre la necessità, sempre più urgente, di ristabilire un confronto serio e trasparente tra istituzioni civili e amministrazione della Difesa. “La massiccia presenza di demanio militare nel nostro territorio impatta in modo rilevante le economie e la qualità di vita delle comunità locali - scrivono - con effetti diretti sullo sviluppo e sulla fruizione del territorio; le azioni finalizzate a “armonizzare” la presenza militare e richiedono interventi immediati e risolutivi, non più rinviabili, soprattutto in relazione alle caratterizzazioni dei siti inquinati a seguito dell’utilizzo militare e le conseguenti bonifiche, sempre promesse e mai iniziate, che non possono essere posticipate indefinitamente. Alla luce dell’attuale quadro internazionale, la Sardegna non può continuare a sostenere un peso sproporzionato derivante da ritardi e mancate risposte, con conseguenze concrete sullo sviluppo e sulle opportunità di crescita dei territori interessati”. Per questo, il Comitato ritiene che sia necessario avviare un vero dibattito politico e istituzionale finalizzato alla riduzione e alla riorganizzazione della presenza militare nell’Isola, attraverso scelte programmatiche misurabili e verificabili. Un segnale politico chiaro, volto a tutelare le comunità locali e a garantire l’applicazione concreta degli impegni attesi. Noi come sempre vi terremo aggiornati e aggiornate.

Fonti:
Comitato misto servitù militari Sardegna boccia piano esercitazioni

Protesta al CAS di Villanovaforru, il sindaco: “il problema non sono i migranti” - min. 10:40

Leggo ora da Unione sarda che riporta come in settimana, una protesta ha interessato il Centro di accoglienza straordinaria per persone migranti di Villanovaforru, ospitato nell'ex Hotel I Lecci. Protestavano per il razionamento dell’acqua, lamentando le precarie condizioni all’interno della struttura. Alla protesta avrebbero partecipato una quarantina di persone su oltre cento ospiti. Come riporta il giornalista Enrico Fresu, il sindaco del paese della Marmilla, Maurizio Onnis, ha scritto in merito alla prefetta di Cagliari, Paola Dessì, per denunciare i paradossi del sistema dell’accoglienza. La precisazione del primo cittadino è rigorosa: «Il problema non sono i migranti», ha ribadito. “Al di là delle questioni legate l’approviggionamento idrico della struttura stessa, che non rientrano nelle competenze del comune, sottolineo che 115 migranti costituiscono una presenza sproporzionata per una popolazione di 550 persone. E sottolineo ancora - ha aggiunto sempre Onnis - che il problema non sono i migranti, ma le leggi di uno Stato né capace né minimamente interessato a integrare chi arriva da un altro mondo in cerca di una vita migliore”. Una vicenda che riporta al centro una domanda che attraversa da anni il sistema dell'accoglienza: se accogliere significa semplicemente collocare persone in una struttura, senza investire davvero in inclusione, servizi e relazioni con il territorio, sensibilizzazione, allora il rischio è che a pagare siano tutti; le comunità che ospitano, le persone accolte e la possibilità stessa di immaginare un'accoglienza diversa.

Fonti:
Acqua razionata, protesta dei migranti del centro di Villanovaforru. Il sindaco: «Il problema? Lo Stato, non loro»

Cala il sipario su Tavolara Bay: la Zes rinuncia al progetto su Cala Finanza - min. 12:22

Cala il sipario su Cala Finanza. Leggo da Sardinia Post che riporta come anche la Zes ha rinunciato al progetto sul territorio. È l’ultimo atto di una storia che ha scatenato una mobilitazione generale contro l’ipotesi di trasformazione in senso turistico dell’area. Il capo del Dipartimento per il Sud, con una nota ha revocato l’autorizzazione alla Tavolara Bay srl, dopo aver preso atto che il consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo aveva proceduto, a sua volta, a ritirare la delibera del 25 novembre scorso in cui concedeva la trasformazione dell’area dove insiste Villa Joy da zona H a zona F2. Insomma, come scrivono su Sardinia Post alla fine ha prevalso il buon senso. In merito abbiamo un commento chiesto alla giornalista e direttrice di Olbia.it Angela Deiana Galiberti che ha seguito ampiamente la vicenda raccontandola attraverso una serie di approfondimenti, sempre su Olbia.it.

Fonti:
Cala Finanza, cala il sipario: anche la Zes revoca l’autorizzazione alla Tavolara Bay e chiude la partita


LA SETTIMANA SARDEGNA OLTRE - min. 15:53

Io sono Alessandro Spedicati e Sardegna Oltre è una testata indipendente che racconta l’Isola andando oltre la cronaca, attraverso approfondimenti e storie che restituiscono complessità.

Nella rassegna stampa settimanale vi raccontiamo brevemente gli approfondimenti usciti su www.sardegnaoltre.org questa settimana, inaugurata con un approfondimento a cura di Matteo Cardia sulla rotta migratoria tra Sardegna e Algeria [QUI]. Tra Annaba e il Sulcis passa infatti una delle rotte migratorie più silenziose - ma anche tra le più pericolose - del Mediterraneo. Un percorso che dalle coste dell’Algeria orientale conduce centinaia di persone fino al Basso Sulcis, dove a guidare è il desiderio di mobilità, crisi economica, repressione politica e visti quasi impossibili da ottenere. Ne abbiamo parlato con Francesca Mazzuzzi di MemMed - Memoria Mediterranea e Stefano Rombi, sindaco di Carloforte. Un focus da leggere che parla di un Mediterraneo diventato muro d’acqua silenzioso quanto invalicabile. Martedì invece un reportage della nostra Lisa Ferreli ha raccontato quanto accaduto domenica mattina all'aeroporto di Cagliari Elmas, dove è atterrato un volo diretto da Tel Aviv [QUI]. Parallelamente è stata organizzata una manifestazione che contestava l'arrivo del volo, ritenuto da chi protesta un collegamento che alimenta il legame tra la Sardegna e uno stato accusato di genocidio. Anche questo un reportage da leggere per conoscere cosa accade nell’Isola e per non dimenticare il genocidio in corso in Palestina. Mercoledì invece una riflessione a cura di Michela Calledda della Libreria La Giraffa [QUI] sul fatto che no, tre mesi di vacanze scolastiche estive non sono troppi, anzi: forse dobbiamo smettere di adattare la vita ai ritmi del lavoro invece di mettere in discussione il modello di società che ha trasformato l’estate in un problema. Giovedì infine Marta Serra ci ha parlato di Sardegna e le sue subculture [ QUI]. Trovate tutto su Sardegna Oltre, L’isola oltre la cronaca.


SPORT - min. 17:45

Vediamo ora cosa è accaduto nella settimana sportiva isolana grazie al contributo di Francesco Aresu, direttore di Centotrentuno:

Ora è ufficiale: la stagione 2025-26 appartiene agli archivi, è tempo di pensare al 2026-27. E in casa Cagliari significa affrontare la seconda annata del ciclo con Fabio Pisacane in panchina. Come noto è cambiato il direttore sportivo, con l’incarico passato da Guido Angelozzi a Pietro Accardi, che nel mese di giugno si è trovato ad affrontare i primi “casi” del mercato rossoblù. Con il fronte cessioni dei big a rappresentare subito il primo scoglio: Gianluca Gaetano è da settimane promesso sposo dell’Atalanta, con l’occasione di diventare il perno del nuovo centrocampo nerazzurro guidato da Maurizio Sarri in panchina, rimasto folgorato dalla seconda parte di stagione del play rossoblù. Negli ultimi giorni la trattativa ha subito un forte rallentamento, dovuto alla fermezza del club rossoblù di fronte all’esiguità dell’offerta arrivata da Bergamo. Troppo pochi 12 milioni (più bonus) per il trasferimento di uno dei potenziali elementi chiave del nuovo Cagliari. Il club orobico insiste con l’inserimento di contropartite tecniche, soluzione che però non convince il patron rossoblù Tommaso Giulini, con la trattativa che resta in piedi ma senza scossoni. D’altronde la situazione è chiara: non sarà trattenuto chi non è convinto di restare, ma allo stesso tempo chiunque intenda acquistare qualcuno dei principali elementi della rosa di Pisacane dovrà mettere mano al portafoglio. Intanto però è stato ufficializzato il primo acquisto estivo del Cagliari, ovvero Alessandro Romano: l’italo-svizzero arriva dalla Roma e ha firmato un contratto fino al 2032, con un prestito con obbligo di riscatto a condizioni molto facili (come accaduto in passato con Napoli e Inter per Gaetano ed Esposito) per una spesa di 5 milioni complessivi. Così come già anticipato nei giorni scorsi sia l’inglese Demi Akarakiri, mezzala 2007 prelevata in scadenza dall’Everton che l’ex Roma arriveranno in Sardegna direttamente per il raduno ad Assemini, previsto per il prossimo mercoledì 8 luglio. Difficile prevedere con una settimana d’anticipo se all’interno della lista di convocati ci saranno altri volti nuovi, ma la sensazione è che al momento il mercato in entrata debba ancora accendersi.


FESTIVAL ED EVENTI IN ARRIVO - 19:58

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Inizio col dirvi che l’estate musicale in Sardegna è pronta a riaccendere i riflettori su uno dei suoi appuntamenti più longevi e riconoscibili: anche in questo 2026 il festival Rocce Rosse Blues tornerà ad attraversare il territorio dell'Ogliastra con un programma capace di intrecciare rock, blues, canzone d'autore, folk, teatro musicale e produzioni originali, confermando la propria vocazione a costruire un dialogo costante tra i grandi protagonisti della scena nazionale e internazionale e il paesaggio unico del versante centro-orientale dell'Isola. Lanusei e Santa Maria Navarrese, la frazione costiera del comune di Baunei, saranno i poli di un lungo itinerario artistico che dal 5 luglio al 19 settembre accompagnerà il pubblico attraverso concerti, spettacoli e produzioni originali pensati per valorizzare la musica come occasione di incontro, condivisione e dialogo con il territorio. Tra i protagonisti più attesi della trentaseiesima edizione di Rocce Rosse Blues spiccano nomi di primo piano della scena musicale italiana come Elio e le Storie Tese, i Nomadi, Bandabardò e Modena City Ramblers, accanto a figure di riferimento del blues e del rock britannico del calibro di Dr. Feelgood, Nine Below Zero e gli storici Colosseum. Trovate tutte le info su www.roccerosse.it
  • È iniziato il 2 luglio e durerà fino all’11 luglio la terza edizione del Serramanna Film Festival, in programma all’Ex Mattatoio, dedicata quest'anno al tema "Realtà in scena – Il documentario come sguardo". Il Serramanna Film Festival concentra infatti quest'anno la propria attenzione sul documentario, riconoscendogli il ruolo di linguaggio capace di custodire la memoria, interrogare il presente e costruire nuovi strumenti di partecipazione culturale. Gli appuntamenti non sono pochi e sono tutti interessanti: giovedì 9 luglio ad esempio ci sarà un focus sul documentario d'autore, ospitando alle 20.30 il regista Gianluca Vassallo, che presenterà il suo film The Launch. Un'occasione per approfondire il linguaggio del documentario contemporaneo attraverso il confronto diretto con l'autore, in un dialogo che metterà al centro il cinema come strumento di osservazione, ricerca e interpretazione della realtà. Anche in questo caso trovate tutte le info su www.serramannafilmfestival.it
  • Mi sposto ora a Nuoro dove FUTURAMA conclude la trilogia espositiva del MAN dedicata alle modalità con cui l'essere umano costruisce il proprio rapporto con il reale, con l'ambiente e con il tempo. Dopo SENSORAMA, che ha indagato la percezione come struttura cognitiva, e DIORAMA, che ha esplorato le nuove ecologie post-naturali e il ripensamento del legame tra umano e non umano, FUTURAMA si concentra sull'immaginazione del futuro come dispositivo culturale, politico ed emotivo. FUTURAMA ricostruisce una stagione di fiducia radicale nel progresso come una vera e propria utopia estetica, in cui la tecnologia non era percepita come minaccia, ma come promessa di liberazione dal lavoro, dalle privazioni e perfino dalla morte. Tuttavia, la mostra mette però anche progressivamente in luce le crepe di questo scenario. Bellissima, sarà visitabile fino al 15 novembre 2026, quindi: avete tempo!


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