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Dermatite nodulare bovina: cosa sta accadendo negli allevamenti sardi - Rassegna stampa sarda settimanale

Oggi la nostra rassegna stampa sarda podcast parte con un focus a tema dermatite bovina, una questione sanitaria, certo, ma anche economica e in parte identitaria in una Sardegna dove il rapporto con l’allevamento non si circoscrive meramente alla produzione. Ne parliamo con Michele Virdis del Distretto Rurale Barbagia e anche attraverso la testimonianza di un’allevatrice che opera nel Supramonte. Ricominciamo poi a parlare della fabbrica di bombe sita tra Musei, Iglesias e Domusnovas perché sei associazioni hanno depositato al TAR Sardegna il ricorso contro l’autorizzazione ambientale per l’ampliamento dello stabilimento della RWM, vediamo cosa accade. Spazio poi al tema dell’accessibilità nelle città sarde che si rivelano profondamente escludenti verso le persone con disabilità, ne parliamo con la giornalista Francesca Arcadu e infine, ci spostiamo a Guspini dove il verde spontaneo diventa cura e leva di sviluppo, ed è il primo caso in Europa.

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Redazione Corrispondente
8 MAG 2026
16 min
Immagine di repertorio Canva

Immagine di repertorio Canva

Ascolta il podcast


RASSEGNA OLTRE - TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA PODCAST

Cronaca:

Buongiorno dalla redazione di Sardegna Oltre, sono Lisa Ferreli e apriamo insieme con una selezione delle notizie più rilevanti uscite nell’ultima settimana.

Dermatite bovina, nuova emergenza negli allevamenti sardi - min. 1:46

La dermatite nodulare bovina, la malattia virale che nelle ultime settimane ha riportato l’allarme negli allevamenti sardi, è tornata a occupare le cronache dell’Isola tra nuovi focolai, blocchi alle movimentazioni e timori per il comparto zootecnico. Una questione sanitaria, certo, ma anche economica e in parte anche identitaria in una Sardegna dove il rapporto con l’allevamento non si circoscrive meramente alla produzione. Notizia della settimana è che sono 300mila le dosi arrivate di vaccini, e che il 6 maggio è partita la campagna di vaccinazione: ricordiamo che il virus della dermatite bovina era comparso per la prima volta in Sardegna nel giugno del 2025 in un allevamento del Nuorese e le restrizioni erano cadute ai primi di gennaio di quest'anno, dopo l'estinzione degli ultimi focolai residui. Nel frattempo oltre la campagna di vaccinazione - con dosi che sono fornite gratuitamente dalla Regione e una gestione operativa affidata ai Servizi veterinari di Sanità animale delle ASL - si sono svolte anche negli ultimi giorni le operazioni di abbattimento dei capi bovini affetti da dermatite nodulare bovina. La situazione più critica è stata riscontrata in un’azienda nei territori di Muravera e San Vito, dove l’intera mandria ha manifestato i sintomi clinici più gravi della patologia. Come riportato dal TGR però l’aspetto più significativo di questo episodio risiede nella mancata prevenzione, in quanto gli animali non sarebbero stati sottoposti alla prevista vaccinazione, una realtà che ha reso inevitabile il provvedimento estremo dell'abbattimento per contenere la diffusione del contagio. Insomma, la situazione è complessa e per questo abbiamo chiesto a Michele Virdis, presidente del Distretto rurale barbagia, fondazione che si occupa di sviluppo delle filiere agricole, di spiegarci meglio cosa accade, a partire da cosa sia e perché sia così impattante nel settore la dermatite nodulare bovina. Ma oltre la cronaca sanitaria e i provvedimenti istituzionali, c’è la quotidianità di chi negli allevamenti ci lavora ogni giorno. Per questo abbiamo chiesto a un’allevatrice di raccontarci la realtà che sta vivendo, lei ha un’azienda agricola di ovini biologica nel supramonte da circa 200 capi.

Fonti:
Dermatite bovina, la Regione accelera: “Massimo controllo sui focolai”
Dermatite bovina, abbattuti altri 25 animali: la mandria non era stata vaccinata per il rifiuto del proprietario
Dermatite nodulare bovina, in Sardegna 300mila dosi di vaccino


RWM, sei associazioni al TAR contro l’ampliamento della fabbrica di bombe - min. 14:24

Ci spostiamo ora nel Sulcis perché sei associazioni hanno depositato al TAR Sardegna il ricorso (con richiesta di sospensiva) contro il decreto che ha rilasciato l’autorizzazione ambientale per l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias, la cosiddetta fabbrica di bombe. La Camera di Consiglio è fissata per il 27 maggio e i motivi di illegittimità presentati da Italia Nostra Sardegna, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna e A Foras, non sono pochi. Leggo da La provincia del Sulcis iglesiente che riassume come i principali motivi di illegittimità evidenziati siano la violazione della sentenza del Consiglio di Stato che aveva già rilevato numerosi vizi nelle autorizzazioni precedenti, un’istruttoria regionale incompleta e condizionamento da parte del Governo, la violazione norme italiane ed europee su VIA e tutela della biodiversità così come l’assenza di nulla osta paesaggistico e di idonea autorizzazione ambientale. Al centro anche il rinvio a successiva VIA della valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di manufatti abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico e l’autorizzazione di un impianto diverso da quello effettivamente realizzato. Si sottolinea inoltre che l’ampliamento riguarda uno stabilimento riconosciuto abusivo, il quale porterebbe a triplicare la produzione di bombe per aerei MK e ad aumentare quella di droni killer di progetto israeliano, attualmente impiegati negli scenari di guerra. Una vicenda che riporta quindi al centro una questione che in Sardegna attraversa da anni il dibattito pubblico: il rapporto tra industria bellica, tutela ambientale e autodeterminazione dei territori. Per le associazioni ricorrenti il tema non riguarda soltanto la regolarità amministrativa dell’impianto, ma anche il modello di sviluppo che continua a essere immaginato per il Sulcis e per l’Isola più in generale. Una partita che ora passerà dal TAR, ma che continua a sollevare interrogativi politici, ambientali ed etici ben più ampi del solo piano giudiziario.

Fonti:
Sei associazioni hanno presentato il ricorso contro il decreto commissariale sull’autorizzazione ambientale RWM


Barriere architettoniche, il diritto negato di attraversare la città - min. 16:49

Questa settimana un articolo sull’Unione sarda della giornalista Alessandra Ragas si è soffermata sull’annoso problema delle barriere architettoniche presenti nella città di cagliari. Marciapiedi stretti o diroccati, transenne provvisorie, montascale fuori servizio, semafori muti, ma anche rampe inesistenti o impraticabili: come scrive Ragas, per una persona con disabilità muoversi in città non è un diritto ma un percorso a ostacoli. C’è anche il tema dei trasporti: poche fermate sono accessibili ma la questione riguarda anche le tratte, se si parla di fare la spesa ad esempio non sono pochi i grandi centri non direttamente accessibili coi mezzi. La situazione però non riguarda solo Cagliari bensì un modo di pianificare le città abilista, che non considera quindi le persone con disabilità come parte di una comunità che ha il diritto di attraversare e vivere qualunque spazio. Per questo vi lascio ora alle parole di Francesca Arcadu, giornalista sassarese e attivista per i diritti delle persone con disabilità, alla quale abbiamo chiesto sia di farci un quadro della situazione barriere nella sua città, sia di parlarci del progetto IoRampo, perché rendere le città accessibili a tutti e tutte è un dovere della comunità e sapere cosa possiamo fare per rendere gli spazi meno escludenti, è importante

Fonti:
L'Unione Sarda, cartaceo del 5 maggio 2026, "Una città ostaggio delle barriere" di Alessandra Ragas


Guspini primo “Forest Bathing Center” d’Europa - min. 21:05

Chiudo la parte di cronaca parlando di Guspini perché il Comune è diventato il primo in Europa ad aver ottenuto la validazione come “Forest Bathing Center” che guarda al verde spontaneo come risorsa sanitaria e leva di sviluppo. Leggo da Sardiniapost che ci spiega come il riconoscimento riguarda aree urbane, periurbane e industriali caratterizzate da vegetazione spontanea, trasformate in una vera e propria infrastruttura sanitaria di prossimità. Spazi quindi fino a oggi considerati marginali verso i quali c’è innanzitutto un cambio di punto di vista, un andare oltre, rendendoli così luoghi per la prevenzione e il benessere, accessibili nella quotidianità a cittadini, cittadine, scuole e imprese. Il progetto, sviluppato all’interno di un percorso più ampio di urbanistica della salute, punta a integrare biodiversità e prevenzione sanitaria. Il modello sperimentato a Guspini si traduce anche in applicazioni concrete: percorsi urbani su suolo naturale come i “marciapiedi verdi”, che permettono di muoversi in città riducendo l’impatto fisico del camminare su asfalto e cemento, con benefici misurabili su articolazioni, sistema cardiovascolare e benessere psicofisico. L’obiettivo ora è estendere il modello ad altri Comuni, costruendo una rete territoriale basata sulla valorizzazione del suolo e non sul suo consumo.

Fonti:
Guspini, il ‘verde spontaneo’ diventa cura e leva di sviluppo: è il primo caso in Europa


LA SETTIMANA SARDEGNA OLTRE - min. 22:45

Sardegna Oltre è una testata indipendente che racconta l’Isola andando oltre la cronaca, attraverso approfondimenti e storie che restituiscono complessità. Nella rassegna stampa settimanale, raccontiamo non solo le principali notizie ma anche quelle uscite su sardegnaoltre.org e sui nostri canali social! Io sono Alessandro Spedicati e ora le vediamo insieme:

Lunedì abbiamo inaugurato la settimana parlando dei cambiamenti che stanno attraversando la città di Cagliari, dal punto di vista dello sport (QUI). Si tratta di una questione sempre più centrale, tra il nuovo stadio a Sant’Elia e il nuovo Palazzetto dello Sport, l’inaugurazione del nuovo skate park nel complesso di Monte Mixi e i lavori in corso al PalaPirastu e al Tennis Club di Monte Urpinu. Dietro questa vivacità, che guarda verso il futuro, emerge però anche un tema cruciale fortemente ancorato nel presente: come garantire l’accesso allo sport per tutti e per tutte, valorizzando e manutenendo strutture esistenti e promuovendo nuove collaborazioni pubblico-privato? Il nostro Matteo Cardia di TocToc Sardegna ne ha parlato col presidente della Commissione consiliare permanente Sport del comune di cagliari, Michele Boero, anche perché la discussione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) è stata l’occasione per costruire il primo censimento dell’impiantistica sportiva cittadina e iniziare un percorso di osservazione dello stato della realtà. Quello che è stato analizzato è lo stato di manutenzione e l’accessibilità, con l’obiettivo di riattivare spazi inutilizzati e creare nuove opportunità, anche attraverso concessioni a privati. La sfida principale resta però quella della coesistenza tra grandi eventi e grandi impianti. Non solo per dare risposte sul piano sociale, ma anche per tenere conto di un concetto di sostenibilità economica che vale per tutte le fasce d’età. Trovate l’approfondimento in dialogo con Michele Boero sul nostro sito, www.sardegnaoltre.org 


“C’è un fantasma che si aggira per l’AI. È il fantasma di Karl Marx. Non perché Marx abbia mai immaginato algoritmi, reti neurali o modelli linguistici, ma perché le categorie critiche che ha elaborato per analizzare il capitalismo industriale sembrano tornare con inquietante precisione nell’economia digitale contemporanea. Se nel XIX secolo il capitalismo trasformava il lavoro umano in merce, nel XXI esso sembra aver trovato una nuova materia prima: i dati prodotti dalle nostre vite. L’intelligenza artificiale, presentata come una tecnologia neutra e inevitabile, diventa uno dei dispositivi centrali di una nuova forma di dominio economico e politico, nelle mani di una ristretta oligarchia tecnologica”. Quella che vi ho appena letto è l’introduzione della riflessione che abbiamo pubblicato martedì (QUI), a cura di Daniele Garzia. Un articolo che rilegge l’intelligenza artificiale attraverso le categorie di Karl Marx, mettendo in luce come l’economia dei dati riproduca nuove forme di sfruttamento e concentrazione del potere. L’intelligenza artificiale, ormai lo sappiamo bene tutti e tutte, sta diventando sempre più centrale nello scenario contemporaneo. Presentata come una tecnologia neutra e inevitabile, in realtà è uno dei dispositivi centrali di una nuova forma di dominio economico e politico, nelle mani di una ristretta oligarchia tecnologica, proprio come nel capitalismo industriale di Marx. Le nostre vite digitali si trasformano in dataset invisibili, alimentando un sistema che premia pochi grandi player a discapito di molti. Una riflessione decisamente interessante: leggetela, la trovate come sempre su Sardegna Oltre


In settimana abbiamo continuato a parlare di lavoro con un altro articolo (QUI) che riflette invece sull’alienazione spesso collegata al lavoro da remoto. Un altro elemento che negli ultimi anni ha rivoluzionato il lavoro è anche il cosiddetto “smart-working” che ha ridisegnato i nostri spazi e i nostri tempi, dissolvendo i confini tra vita privata e professionale. La domanda che ci siamo posti però è: a quale prezzo? La questione è che - come scrive la nostra Sara Brughitta - la giornata lavorativa non inizia più, e non finisce mai. Si insinua nei momenti che dovrebbero restare vuoti, si allunga oltre il tempo che le si dovrebbe concedere. Una notifica, una mail, una risposta veloce che diventa un’altra richiesta… Eppure, c'è stato un tempo in cui lo spazio lavorativo ha avuto confini chiari: la fabbrica prima, l’ufficio poi. Luoghi separati, con un dentro e un fuori dove uscire dallo spazio di lavoro significava, almeno in parte, interrompere. Oggi quella soglia è diventata porosa e la diffusione del lavoro digitale ha spostato la produzione nello spazio domestico, ma soprattutto l’ha distribuita nel tempo, rendendola difficile da circoscrivere. Sara Brughitta ne ha parlato con lo psicologo del lavoro Pierpaolo Mascia, che ci ha spiegato come: «La fabbrica e l’ufficio imponevano una barriera fisica: uscire di casa, chiudere una porta. La dimensione domestica ha offuscato questo passaggio». Il cambiamento, però, non è solo logistico, perché come spiega Mascia: «Quando vengono meno i confini spaziali, cambia inevitabilmente anche la percezione del tempo: non c’è più un inizio e una fine riconoscibili». Non si tratta quindi solo di lavorare di più, ma di non potere più smettere davvero. Insomma, anche in questo caso forse serve andare Oltre, rivalutare la propria quotidianità e quando possibile, mettere in discussione quegli automatismi che tolgono spazio alla vita.


SPORT - min 28:06

Vediamo ora cosa è accaduto nella settimana sportiva isolana grazie al contributo di Francesco Aresu, direttore di Centrotrentuno:

Da una salvezza ormai conquistata a una retrocessione tanto storica quanto dolorosa: è quello che ha detto la settimana sportiva in Sardegna, ma c’è anche tanto altro da raccontare. Iniziamo dal Cagliari, che grazie al pareggio a reti inviolate di Bologna è sempre più prossimo a festeggiare la salvezza anche dal punto di vista aritmetico. Al Dall’Ara non sono arrivati gol, ma i rossoblù di Fabio Pisacane sono andati più volte a un passo dal successo senza soffrire particolarmente le offensive degli emiliani. Per ufficializzare la permanenza in Serie A basta solo un punto, che potrebbe arrivare contro l’Udinese nel terzultimo impegno della stagione. Poi sarà tempo di bilanci e, soprattutto, chiarezza sul futuro a livello societario e tecnico, anche se la coppia Angelozzi-Pisacane dovrebbe andare verso la conferma anche per il prossimo campionato. In Serie C settimana di attesa per la Torres in vista della finale di andata dei playout contro il Bra: i rossoblù di Greco hanno la consapevolezza di avere il proprio destino in mano, potendo puntare anche su due pareggi grazie alla migliore posizione in classifica al termine del campionato. In Serie D l’ultima giornata della stagione regolare ha confermato il positivo stato di forma delle squadre sarde: ha vinto solo il Monastir, corsaro 2-0 in casa della Palmese, confermando il terzo posto in chiave playoff. Per il resto due pareggi nei derby tra Budoni e Latte Dolce, finito 0-0 e tra Costa Orientale Sarda e Olbia, con un 2-2 griffato dal primo gol tra i grandi del 16enne gialloblù Davide Loi, colpito da bambino da un’osteomielite da stafilococco, infezione ossea che aveva messo seriamente a rischio il suo percorso nel calcio. La notizia della settimana sportiva è però certamente la retrocessione della Dinamo Sassari: la sconfitta interna contro la Virtus Bologna per 73-80 ha decretato il ritorno in Serie A2 dei biancoblù dopo 16 anni. E ora si aprono i dibattiti sul futuro del club di Stefano Sardara, tra ipotesi di ripescaggio, acquisto del titolo di Cremona o una stagione da protagonisti nella seconda serie. In cui non ci sarà sicuramente Achille Polonara, che ha annunciato il suo ritiro dal basket professionistico, con il rammarico di non aver potuto indossare in questa stagione la canotta della Dinamo. Ma c’è anche una Sassari sportiva che sorride: la Raimond ha infatti centrato la finale Scudetto di pallamano, grazie a due vittorie nette nella serie contro Bolzano. Ora la squadra di coach Durkovic dovrà attendere la pausa per l’impegno della nazionale, prima di tornare in campo per gara 1 contro Cassano Magnago il prossimo 23 maggio. Con la speranza di poter festeggiare il primo scudetto nella storia del club sassarese, anche per salvare l’onore ferito della città dopo l’annata negativa di Torres e Dinamo.


FESTIVAL ED EVENTI IN ARRIVO - min. 30:41

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Inizio col dirvi che Spazio e Movimento a Cagliari ha inaugurato la programmazione del 2026, celebrando dieci anni di attività, e le sue porte si sono aperte con la mostra personale di Maria Grazia Medda Lame di  carta e di parole a cura di Ivana Salis. L'artista, come spiega la curatrice, presenta una serie di opere tessili inedite in cui si rievoca la trama dei suoi famosi Texidos, trasformando la tela in garza, riparo e pagina su cui si possano posarsi esercizi di pensiero, versi scroscianti e silenzi taglienti. Ogni opera è dedicata ad un moto dell'anima, presenza che mentre il corpo matura resta leggera, vocata alla creazione quando toccata dalla pienezza della vita. L'installazione delle opere crea una scenografia su piani visivi sovrapposti che trasformano lo spazio in un'opera spaziale immersiva. La programmazione, patrocinata dal Comune di Cagliari, proseguirà con un calendario espositivo dedicato alla ricerca contemporanea femminile, con particolare attenzione alla scena regionale contemporanea. Una mostra visitabile gratuitamente dal giovedì al sabato, di cui trovate maggiori info sul sito www.associazioneasteras.it
  • Un appuntamento in arrivo è anche quello di Berchidda del 9 maggio. Qui tra memoria e immaginazione, prende forma “Nòdos (nodi) - Tessiture Digitali per una Montagna Immaginaria” - produzione originale firmata Insulae Lab – il centro di produzione musica e creatività, pensata e realizzata per abitare appunto il confine tra arti sonore, visive e sperimentazione digitale. Esperienza che non si osserva soltanto, ma si attraversa e si vive. Il debutto è in programma appunto il 9 maggio alle ore 21 sul palcoscenico del Teatro Santa Croce di Berchidda in piazza del Popolo, al termine di un percorso sviluppatosi tra i graniti del centro del Logudoro e cresciuto sino a dare forma e sostanza a “Nòdos. Quest’ultima è un’opera audiovisiva, intuizione di SaffronKeira in collaborazione con l’Ovvo Studio di Parigi e sotto la direzione di Amir B. Ash (generative visuals e lightscapes). Un pulsare armonico e magmatico che si genera e muove a partire dall’eredità poetica della grande artista isolana Maria Lai per proiettarla in un dominio radicalmente nuovo nel segno di un destino condiviso. L’opera invita a perdersi per ritrovarsi dentro un’unica trama lungo lo svolgersi di un rito contemporaneo che tra attesa, intreccio e legame porta il pubblico in una dimensione in cui il tempo non scorre, ma (naturalmente) si intreccia. Un evento decisamente da non perdere, trovate maggiori info su InsulaeLab.
  • Vi dico infine che lunedì 11 maggio, alle 17:30, la Biblioteca universitaria di Sassari ospiterà la nuova anteprima del festival di letteratura giornalistica Liquida, organizzato dal Comune di Codrongianos con Lìberos: ne sarà protagonista il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini, che presenterà il suo saggio “La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraìna”, in dialogo col giornalista Paolo Ardovino. Con “La forza sia con te” Andrea Iacomini ci porta nel cuore dell’Ucraìna lungo un cammino fatto di incontri, silenzi carichi di significato e quella tragica ironia racchiusa nel titolo del suo libro: è la frase che un’app per gli allarmi aerei pronuncia a ogni scampato pericolo, un paradosso che diventa il simbolo di una quotidianità stravolta dove la normalità cerca di resistere al fragore delle esplosioni. Attraverso incontri, volti e storie raccolte lungo il fronte e nelle città colpite, il libro racconta la forza di un popolo che, nonostante tutto, continua a lottare per la pace e per il futuro delle nuove generazioni.

Siamo arrivati alla fine anche di questa puntata 

Noi vi invitiamo a scriverci e mandarci segnalazioni di storie ed eventi, anche dai sardi nel mondo, su redazione@sardegnaoltre.org. 

Buon weekend dalla redazione di Sardegna Oltre La Cronaca

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