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Servitù militari, si ferma il ddl ma resta il tema della Sardegna “terra di guerra” - La rassegna stampa sarda Oltre

Oggi iniziamo parlando di servitù militari e del ritiro della proposta di legge volta a limitare i poteri delle Regioni, ne parliamo con Cinzia Guaita, parte della rete Warfree e del comitato di riconversione RWM. Guardiamo poi all’inchiesta pubblicata da Indip che rivela come una società milanese abbia chiesto in locazione agli uffici regionali dell'assessorato agli Enti locali e urbanistica venti terreni ora ricompresi nel monte pascolo, questione che affrontiamo direttamente con l’autore dell’inchiesta, Pablo Sole. Ci spostiamo poi sul tema caro merci nell’Isola perché uno studio ha ricostruito il perché di una situazione decisamente pesante e infine, l’istituzione di una nuova area protetta a Seulo. Nella seconda parte della rassegna, vi racconteremo gli articoli della settimana su Sardegnaoltre.org, dedicheremo uno spazio allo sport sardo grazie alla collaborazione con Centrotrentuno e infine, in chiusura, gli eventi in arrivo nell’Isola.

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Redazione Corrispondente
24 APR 2026
18 min
La rassegna stampa sarda settimanale

La rassegna stampa sarda settimanale

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RASSEGNA OLTRE - Trascrizione della puntata 120/1

Perché questa strana numerazione anomala? Molto semplice perché Io non mi rassegna Sardegna fa un passo avanti e rassegna OLTRE, appunto, ne eredita il compito e si rinnova di fatto in una nuova veste, diventando più ricca - come sentirete, più dinamica, ma conservando lo spirito di un’informazione libera e indipendente che da sempre ha contraddistinto la nostra redazione. Puntata 120, quindi, ma anche prima di un nuovo corso. Ma, basta con i preamboli, cominciamo con la nostra rassegna settimanale.

CRONACA:

Buongiorno dalla redazione di Sardegna Oltre, sono Lisa Ferreli e apriamo insieme con una selezione delle notizie più rilevanti uscite nell’ultima settimana.

Servitù militari, si ferma la riforma ma resta il tema della Sardegna “terra di guerra” - min 2:01

Fonti:
- Servitù militari, ritirata la proposta per limitare i poteri delle Regioni: “Abbiamo difeso la Sardegna da chi la voleva ai margini”
- Sulla Sardegna militarizzata lo Stato vuole decidere da solo: "Attacco inaccettabile"
- Ddl servitù militari, le competenze in via esclusiva allo Stato: è bufera

Si potrebbe dire che galeotto fu il Comipa, il Comitato Misto Paritetico per le Servitù Militari della Sardegna che in settimana ha puntato i riflettori sulla cosiddetta proposta di legge Chiesa e sui nuovi scenari legati alle attività nei poligoni militari dell’Isola, ma più che intermediario d’amore, il comitato si è rivelato un detonatore di reazione tale da determinare il ritiro dalla Commissione parlamentare della proposta di legge che - come dichiarato dalla presidente Todde - “Avrebbe potuto incidere negativamente su aree già gravate da un peso storico rilevante legato alla presenza militare”. Andiamo per gradi, stiamo innanzitutto parlando di quella che era la proposta di modifica dell'articolo 15 del decreto legislativo 66 del 2010, il Codice dell'ordinamento militare, presentata dalla deputata di Fratelli d’Italia Paola Maria Chiesa. Diamo anche un po’ di tempistiche perché il ddl era stato presentato il 21 maggio 2024 mentre in Commissione Difesa alla Camera l’iter è partito a maggio 2025. Per comprendere cosa prevedeva vado su CagliariToday dove un articolo del 19 novembre 2025 della giornalista Marzia Piga ci spiega come il testo stabiliva, in sintesi, che tutto ciò che riguarda difesa e sicurezza nazionale sarebbe dovuto essere di esclusiva competenza dello Stato e che le leggi ambientali e paesaggistiche regionali si sarebbero dovute applicare alle aree militari solo se compatibili con le esigenze della Difesa e previo via libera dello Stato Maggiore. Di fatto un blocco di tutte le leggi regionali in materia ambientale se riguardano strutture militari, come i poligoni, le basi e i centri di stoccaggio delle forze armate. A rischio, dunque, ci sarebbero state tra le varie questioni di potestà decisionale su quelle aree, anche le bonifiche ambientali e i contenziosi in atto sul pagamento delle spese di risistemazione dei siti dismessi. Particolarmente allarmante - scrive sempre Piga - era anche la previsione secondo cui i siti militari e le aree addestrative permanenti sarebbero stati assimilati ai siti industriali dismessi. Una equiparazione che nei fatti avrebbe comportato l’adozione di soglie di contaminazione del suolo più elevate - ad esempio metalli pesanti, idrocarburi o esplosivi residui - rispetto a quelle previste per uso residenziale o agricolo, riducendo le garanzie di tutela ambientale e sanitaria per la popolazione e per gli ecosistemi. Inoltre il fatto che l’estensione generalizzata di questi criteri a interi poligoni militari avrebbe compromesso qualsiasi prospettiva di co-uso civile, turistico o produttivo, bloccando in partenza ogni possibile destinazione diversa del territorio. Secondo il Comitato Misto Paritetico per le Servitù Militari della Sardegna si trattava di una riforma che avrebbe rischiato di “annullare e riportare indietro di oltre vent’anni” il percorso di riequilibrio sulla presenza militare in Sardegna, riducendo la possibilità per la Regione di vigilare e disciplinare la materia ambientale all’interno dei poligoni e delle aree asservite. La deputata di Fratelli d’Italia Paola Maria Chiesa però, come detto in apertura, ha ritirato il disegno di legge, con reazioni soddisfatte non solo da parte del campo largo: a darne notizia è stato il coordinatore regionale di Fdi Francesco Mura, ribadendo come: «È una scelta chiara, netta e coerente con i principi che da sempre guidano l’azione di Fratelli d’Italia. Il bene ambientale della Sardegna viene prima di ogni altra esigenza. Senza ambiguità». Ci si potrebbe domandare come mai sia stato ritirato solo adesso ma ci limitiamo a prendere atto del superamento di una possibile complicazione in meno, lascio però ora la parola a Cinzia Guaita che fa parte sia della rete Warfree che del comitato di riconversione RWM alla quale abbiamo posto questa domanda: il ritiro di questa proposta conferma il principio di autodeterminazione del territorio sardo o bisogna comunque continuare a fare qualcosa perché l’Isola non continui ad essere destinata e vista solo come terra di guerra?

Escalaplano: parco eolico nei terreni della Regione - min 10:16

Fonti:
- La società milanese che vuole costruire un parco eolico a Escalaplano. Nei terreni della Regione

Negli ultimi giorni un’inchiesta del giornalista Pablo Sole pubblicata su Indip ha rivelato come poche settimane fa un'ignota (finora) società milanese abbia chiesto in locazione agli uffici regionali dell'assessorato agli Enti locali e urbanistica venti terreni ora ricompresi nel monte pascolo. Niente di strano - scrivono da Indip - se non fosse che il progetto presentato riguarda la realizzazione di un parco eolico in un'area di circa 350 ettari.  I sindaci dei comuni interessati, Escalaplano ed Esterzili, hanno bocciato in toto il progetto - «Il territorio sarà devastato», spiegano - mentre la società invece lo difende: «Faremo tutto con la massima trasparenza e con il coinvolgimento del territorio - hanno dichiarato, precisando anche come non è detto che l'intervento vada in porto. Ora la palla passa alla giunta regionale che dovrà decidere se dare il via libera alla locazione o rispedire la richiesta al mittente ma in merito lascio direttamente la parola al giornalista Pablo Sole al quale abbiamo chiesto di spiegarci meglio cosa sta accadendo

Sardegna, l’insularità pesa: +40% sui costi logistici - min 15:01

Fonti:
- Caro carburante, Ets e logistica: ecco perché in Sardegna le merci costano il 40% in più

Il fatto che il peso complessivo dell’insularità porti i costi logistici a essere superiori del 40% rispetto a un trasporto puramente stradale continentale non è solo una questione legata ora alla situazione internazionale. Si tratta infatti di un problema strutturale, che incide sui prezzi delle merci, sulla competitività delle imprese e ovviamente anche sul costo della vita di sarde e sardi, e a metterlo nero su bianco è lo studio dell’Istituto Bruno Leoni. Si tratta di una fotografia del costo complessivo della logistica per la Sardegna nei trasporti marittimi, che mette a confronto tratte comparabili per l'autotrasporto: un viaggio andata e ritorno tra Cagliari e Milano "costa circa 2.600 euro", "contro i 2.150 euro della rotta Napoli-Milano". Questo significa che la sola componente del trasporto è più cara del 21% per chi opera dall'isola. Sto leggendo da un articolo di CagliariToday dove la giornalista Marzia Piga - che ho nominato anche nella prima notizia, i cui articoli sono infatti molto utili nel comprendere cosa accade intorno a noi - dicevo, articolo dove emerge come il dato più allarmante salti fuori sulla logistica nel suo complesso: se si aggiungono i costi diretti e indiretti legati a magazzino, inventario e "costo del tempo", il peso complessivo dell’insularità porta i costi logistici a essere superiori del 40% rispetto a un trasporto puramente stradale continentale, con una perdita di competitività per le aziende sarde vicina al 30%. A incidere tra i vari fattori è il carburante, che pesa tra il 35% e il 40% dei costi operativi delle compagnie marittime, elemento che determina ad oggi uno squilibrio: se in media, a livello internazionale, il trasporto incide per circa il 44% sui costi complessivi della logistica, in un’isola come la nostra che dipende quasi esclusivamente dal mare la quota sale al 55-60%. C’è poi il tema del mercato dominato da pochi grandi operatori – i gruppi MSC, Moby-Tirrenia e Grimaldi – su alcune rotte con indici di concentrazione molto elevati. L’Antitrust ha aperto un’indagine nel novembre 2024 per verificare possibili violazioni della concorrenza ma nel frattempo, i prezzi salgono. Ciò che evidenzia il rapporto è anche il "paradosso estivo": come scrive sempre Piga, sebbene la domanda di trasporto merci cresca fino all'80% nei mesi caldi, la capacità di carico effettiva diminuisce a causa della riallocazione degli spazi di stiva a favore dei passeggeri, ritenuti più remunerativi. Insomma, per l’economista Andrea Giuricin che ha firmato lo studio, ad essere necessari sono interventi di policy urgenti per evitare che l’isolamento geografico diventi un freno permanente per l’economia regionale.

A Seulo un nuovo monumento naturale - min 17:42

Fonti:
- Sardegna, nasce un nuovo Monumento Naturale: S’arcu ‘e su cuaddu a Seulo

Chiudiamo come sempre con una buona notizia, ovvero l’istituzione di un nuovo monumento naturale nell’Isola. Si tratta di S'Arcu 'e su Cuaddu, situato nel Comune di Seulo (NU), una straordinaria formazione rocciosa ad arco, a 679 metri di quota, che costituisce un eccezionale belvedere sulla valle del Flumendosa. L’arco di roccia sedimentaria appartiene alla Formazione di "Orroeledu", la cui origine risale all'Ordoviciano superiore, circa 444 milioni di anni fa, e conserva impronte fossili di piante di grande interesse scientifico. Il sito ospita un ricco patrimonio di specie vegetali endemiche della Sardegna e una fauna di pregio che include l'aquila reale, il falco pellegrino, il gatto selvatico sardo e il tarantolino, specie tutelata nell’Isola. Quello che stabilisce il decreto è il divieto di qualsiasi intervento che possa alterare l'aspetto e i valori paesaggistici del monumento, mentre affida poi la conservazione e la valorizzazione al Comune di Seulo. Un riconoscimento quindi che protegge un angolo straordinario dell’Isola e ne affida il futuro alla comunità locale.

LA SETTIMANA SARDEGNA OLTRE - min 19:08

Sardegna Oltre è una testata indipendente che racconta l’Isola andando oltre la cronaca, attraverso approfondimenti e storie che restituiscono complessità. Nella rassegna stampa settimanale, raccontiamo non solo le principali notizie ma anche quelle uscite su sardegnaoltre.org e sui nostri canali social!

Questa settimana abbiamo pubblicato il nostro primo approfondimento come Sardegna Oltre (QUI). Parliamo di energia, un tema che in questa fase di cambiamento abbiamo - dal punto di vista delle pubblicazioni - messo da parte ma continuato a monitorare. E a scrivere il punto della situazione energetica in Sardegna è il nostro Maurizio Onnis. Per lui Pantano è forse la parola che meglio descrive la situazione nell’Isola sul tema dell’energia e delle rinnovabili. L’approfondimento parte da un punto fermo, ovvero il fatto che tra 2025 e avvio del 2026, la Corte costituzionale ha fatto letteralmente a pezzi le norme messe in piedi con molta fatica dalla Regione nel 2024 allo scopo di arginare l’assalto delle aziende del mercato elettrico impegnate nel fotovoltaico e nell’eolico. La legge 5 e la legge 20 della Regione - la prima cosiddetta di “moratoria” e la seconda sulle aree idonee - sono state cassate o svuotate dei loro contenuti dalla suprema corte italiana. Dando come risultato la ripresa dei procedimenti autorizzativi per una gran massa di progetti, volti alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e fino a quel momento al palo. Adesso la Regione non può dire “no” ed è costretta non solo a prendere in esame i progetti, ma anche, se rispettano la normativa statale, a dare la sua autorizzazione ultima. Tra mosse politiche incerte, centrali a carbone che resteranno in funzione fino al 2038, lavori per il Tyrrhenian Link che avanzano, comunità energetiche che potrebbero ma ancora non fanno e un diritto all'autodeterminazione di territori e comunità che ancora viene ignorato, la situazione non è propriamente rosea. E l’approfondimento-riflessione di Maurizio Onnis ne traccia un quadro decisamente chiaro.

È un periodo in cui di violenza adolescenziale le cronache hanno parlato spesso. Aggressioni, aumento dei reati da Codice rosso, maltrattamenti, presunti coinvolgimenti (anche in Sardegna) in reti suprematiste. Negli ultimi mesi, episodi di violenza che vedono coinvolte persone minorenni hanno attirato l’attenzione mediatica per poi però venire spesso raccontati, in una narrazione “comoda”, o come casi isolati o come minacce da gestire con repressione. Quello che però abbiamo deciso di fare è andare oltre la cronaca e chiederci: qual è la vera radice di questi comportamenti? È una mera questione individuale o ha senso interrogarci come comunità? Psicologia dello sviluppo e scienze sociali indicano come l’adolescenza sia una fase in cui il bisogno di appartenenza, riconoscimento e costruzione dell’identità diventa centrale. Necessità che quando non trovano spazio in contesti relazionali, educativi e sociali adeguati, non scompaiono: cercano altrove risposte. Per Carla Ghiani, psicologa e responsabile della comunicazione dentro Domus de Luna, Fondazione che da anni lavora (anche) con adolescenti in situazioni di marginalità, la chiave sta nel superare polarizzazioni semplici, guardando alla complessità. Del quotidiano prima e dell'umano poi. L’ha intervistata in settimana la nostra Sara Brughitta con cui è nato un dialogo (QUI) attorno al valore e al ruolo che come persone che fanno parte di una comunità abbiamo. Vi leggo prima di passare alla prossima notizia un estratto delle dichiarazioni di Carla Ghiani: “il problema non è una generazione “disimpegnata”, ma piuttosto la scarsità di spazi credibili in cui quell’impegno possa prendere forma. Le ideologie estreme diventano allora una scorciatoia e il riempitivo di un vuoto che altrove non trova canali. Per contrastarle non basta dire “quelle idee sono sbagliate”, serve ampliare concretamente le possibilità di espressione, di confronto e di costruzione di sé. Dove esistono contesti in cui i ragazzi possono pensare, dissentire, essere ascoltati e incidere emerge una capacità di partecipazione che spesso viene sottovalutata. In questo senso, la responsabilità non è solo individuale. Riguarda quanto la società riesce a offrire occasioni reali di cittadinanza, ascolto e riconoscimento. Perché, quando queste occasioni esistono, molti giovani dimostrano di saperle abitare”.

Prima di passare al prossimo blocco, faccio un passaggio anche su un’altra nostra pubblicazione settimanale, quella della nostra Marta Serra a tema identità (QUI). Si parla di un essere Sardegna non come un dato di fatto cristallizzato nell’ancestralità, ma come una pratica in continuo divenire. L’identità prende forma nelle relazioni, nei linguaggi, nei rituali, nelle scelte che orientano la vita quotidiana. E soprattutto, non è mai un dato di fatto in forma pura. Essa è sempre il risultato di una relazione, di un intreccio tra esperienza vissuta e narrazione condivisa.

SPORT - min 24:18

Vediamo ora cosa è accaduto nella settimana sportiva isolana grazie al contributo di Francesco Aresu, direttore di Centrotrentuno, con i quali inauguriamo oggi una bellissima collaborazione.

Poche gioie per lo sport sardo nell’ultima settimana, specialmente per quanto riguarda le tre squadre professionistiche – Cagliari, Torres e Dinamo Sassari – che continuano a vivere un momento tutt’altro che florido. Cominciamo dai rossoblù di Fabio Pisacane, usciti sconfitti 3-0 dal campo della capolista Inter: un ko prevedibile ma che ha confermato le solite difficoltà dei rossoblù, autori di un buon primo tempo ma poi crollati nella ripresa sotto i colpi dei nerazzurri guidati dal cagliaritano Barella, autore del secondo gol. La classifica lascia ancora un pizzico di tranquillità a Pavoletti e compagni, con Lecce e Cremonese incapaci di andare oltre il pari contro Fiorentina e Torino, così da rosicchiare solo un punto alla squadra di Pisacane, che resta con cinque lunghezze di vantaggio sulla terzultima posizione. In Serie C la Torres non è andata oltre uno scialbo 0-0 nel match del Vanni Sanna contro il Gubbio: nell’ultimo impegno interno stagionale i rossoblù di Greco hanno fallito il match Point per festeggiare la salvezza con una giornata d’anticipo, dovendosi giocare così tutto nell’ultima gara della stagione regolare in casa dell’Arezzo capolista, che lotta per la promozione diretta in Serie B, con lo spettro playout che resta dietro l’angolo. Restando a Sassari, si aggrava sempre più la crisi della Dinamo sconfitta in casa da Venezia 79-98: i lagunari hanno passeggiato al PalaSerradimigni, facendo valere la legge del miglior attacco del campionato e approfittando dei tanti blackout dei biancoblù di Mrsic, ora ultimi in classifica e con un calendario da incubo. Se la stagione finisse qui i sassaresi sarebbero retrocessi in Serie A2, categoria in cui mancano dal 2009-10. In Serie D preziosissimo successo dell’Olbia, che grazie al 3-2 sul Trastevere rientra in zona playout, abbandonando il penultimo posto che vale la retrocessione diretta. Vittoria di platino anche per il Budoni, che in casa supera 1-0 l’Atletico Lodigiani e per il Latte Dolce, corsaro a Roma per 2-3 sul Montespaccato. Solo un punto per il Monastir grazie all’1-1 contro l’Albalonga, mentre il Cos ha perso 2-1 sul campo del Real Monterotondo. Restando al calcio, il campionato di Eccellenza regionale ha emesso il verdetto principale: con il 2-1 interno sulla Ferrini Cagliari l’Ossese ha potuto festeggiare la tanto agognata promozione in Serie D con un turno d’anticipo, grazie alla contemporanea sconfitta dell’Ilvamaddalena sul campo del Villasimius. Un traguardo centrato dai bianconeri della Nurra dopo tanti anni di tentativi, mentre con il ko di Ossi per la Ferrini è arrivata la retrocessione in Promozione. Chiusura con gli altri sport: nella pallamano la Raimond Sassari ha battuto in casa Brixen 34-33 nel penultimo turno della stagione regolare, con il secondo posto in classifica già blindato in chiave playoff. Nel nuoto Marcello Guidi ha centrato una prestigiosa medaglia d’argento ai campionati italiani nella distanza dei 1.500 metri stile libero, dietro soltanto al solito Gregorio Paltrinieri: un’ottima prova per il nuotatore cagliaritano, abituato a gareggiare all’aperto e su distanze più lunghe.

FESTIVAL ED EVENTI IN ARRIVO - min 27:20

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Nasce a Ortueri il festival “Abitare Framentu” (QUI), che è in programma questo weekend fino a domenica 26 aprile al Parco Bau, un progetto che mette in dialogo saperi, pratiche, espressioni e tracce materiali del territorio con i linguaggi artistici contemporanei. Promosso all’interno di un percorso di ricerca e co-progettazione con la comunità locale, il festival coinvolge artisti, associazioni e cittadini in un processo condiviso che trova nelle tre giornate pubbliche il suo momento di restituzione. Protagonisti saranno artisti e ricercatori provenienti da ambiti diversi: dalla ricerca musicale di Paolo Angeli alla parola performativa di Lorenzo Maragoni, dalle pratiche partecipative del collettivo DOM- alla sperimentazione coreografica di Donatella Martina Cabras, fino alla dimensione elettronica e contemporanea di Dusty Kid. Accanto a loro, il lavoro visivo di Marco Loi e Masoto, la ricerca teatrale e sonora di Simone Azzu e Martino Corrias, il dispositivo performativo di Pedro Gramegna Ardiles e il racconto musicale di Andrea Santonastaso contribuiranno a costruire un programma articolato, in cui linguaggi diversi si intrecceranno con le pratiche e le energie della comunità ortuerese. Insomma, un evento da non perdere, segnatevelo: Abitare Framentu 
  • Altro evento che vi consiglio è la mostra “Esercizi di abitazione”, di Beatrice Marinoni a cura di Ilaria Pisanu (QUI). In programma fino al 30 aprile negli spazi del Cornetto Acustico, a Cagliari, la mostra vede protagoniste le opere un’artista - Beatrice Marinoni - che lavora tra fotografia, collage e fiber art, spesso a partire da materiali raccolti in natura. Quello che scrive Pisanu nel testo curatoriale è che: “Abitare non è un fatto stabile. Non coincide con un luogo, né con una forma riconoscibile una volta per tutte. È piuttosto una tensione: tra ciò che si è e ciò che si occupa, tra presenza e trasformazione, tra corpo e spazio”. Tra le domande che attraversano la mostra ce n’è una in particolare, che recita: “Si può stare senza abitare, così come si può abitare senza lasciare tracce evidenti?”. Un’esibizione che è un dialogo, con l’artista e con chi sceglie di visitarla.
  • Vi segnalo anche che il 25 e 26 aprile 2026 a Tula si svolge la prima edizione di Erbas Festival – Festival botanico e della biodiversità, un appuntamento dedicato al rapporto tra ambiente, conoscenza e comunità (QUI). Il festival prende forma attorno alle erbe spontanee, elementi semplici e presenti nel paesaggio quotidiano, che diventano il punto di partenza per osservare il territorio e le sue trasformazioni. Il tema scelto, custodire la natura per coltivare il futuro, orienta le attività verso una lettura attenta della biodiversità e del modo in cui viene vissuta. Le due giornate si sviluppano tra il paese e le aree naturali circostanti, seguendo un percorso che alterna attività all’aperto e momenti condivisi negli spazi del centro. La giornata di Domenica 26 aprilead esempio prevede una passeggiata guidata nell’area del Lago Coghinas, accompagnata da attività per bambini e nuovi momenti di confronto con i produttori locali. La cucina occupa uno spazio centrale, con uno show cooking dedicato alle erbe spontanee. Nel pomeriggio il festival si concentra sul tema della biodiversità vegetale attraverso un incontro con studiosi e ricercatori. Un appuntamento decisamente interessante, per saperne di più visitate le pagine fb e ig di Erbas – Festival botanico e della biodiversità


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Essere o non essere Sardegna: identità e identificazione

La questione dell’identità, nella sua apparente immediatezza, si configura come una tensione originaria. Non come un dato immobile, ma come una dualità simbolica che attraversa il soggetto e il contesto in cui esso si inscrive. L’identità sembra presentarsi come evidenza, come qualcosa che precede e definisce, ma nel momento stesso in cui si tenta di afferrarla, essa si apre a una molteplicità di significati, rivelando la propria natura problematica.