RASSEGNA OLTRE - TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA PODCAST
Cronaca:
Buongiorno dalla redazione di Sardegna Oltre, sono Lisa Ferreli e apriamo insieme con una selezione delle notizie più rilevanti uscite nell’ultima settimana.
RWM, il TAR congela tutto - min. 1:08
La costituzione in giudizio delle associazioni che si sono rivolte al TAR per chiedere la sospensione del decreto governativo che dà il via al raddoppio degli impianti della cosiddetta fabbrica di bombe, è valida e il ricorso può andare avanti. Lo ha stabilito in settimana il tribunale amministrativo rinviando la decisione su chi abbia ragione in merito alla questione dell’ampliamento del sito Rwm - la cosiddetta fabbrica di bombe che si trova tra Iglesias, Domusnovas e Musei - al 13 gennaio 2027. Fino a quella data, la situazione dal punto di vista legale rimarrà congelata come scrive il giornalista Costantino Cossu sul Manifesto parlando di un braccio di ferro che vede la questione RWM al centro di una storia infinita. Ormai da anni realtà antimilitariste e ambientaliste sarde si schierano contro e documentano (più che altro) come l’ampliamento delle linee produttive Rwm causerebbe un danno rilevante all’ambiente. Una contestazione che si muove su più piani: ecologista, pacifista, economico (perché come da tempo sottolineano puntare sulla produzione bellica non è la strada giusta per risollevare le sorti del Sulcis) e ovviamente anche etico - si tratta dell’ennesimo giro di corda che stringe la Sardegna attorno al ruolo di terra di guerra. Al centro però di questa questione ce n’è anche un’altra, ovvero la recente decisione da parte della Regione Sardegna - e qua mi sposto su Indip - di presentare una sorta di contro-ricorso con cui chiede al TAR di rigettare le rimostranze dei comitati e delle associazioni. Non è un atto dovuto come scrive il giornalista Pablo Sole su Indip, ed è anche per questo una scelta definita incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che la presidente Todde ha sempre strizzato l’occhio diciamo agli ambienti pacifisti e ambientalisti, facendo più volte intendere anche la contrarietà all'ampliamento dello stabilimento di Rwm. Una notizia quindi che possiamo definire come abbastanza articolata e complessa e anche per questo abbiamo chiesto a più voci di spiegarci meglio cosa sta accadendo, partiamo con Graziano Bullegas di Italia Nostra Sardegna - tra le realtà schierate contro l’ampliamento - che entra nel merito del ricorso presentato e soprattutto dei motivi di una lotta che ormai da anni, non si ferma e non vuole neanche farlo. Quello che è successo in settimana è che come anticipato i giudici hanno rinviato la decisione su chi ha ragione in merito alla questione dell’ampliamento del sito Rwm di Domusnovas al 13 gennaio 2027. Fino a quella data, scrive sempre Cossu sul Manifesto, la situazione dal punto di vista legale rimarrà congelata. Ne abbiamo parlato con Paolo Pubusa, avvocato che insieme ad Andrea Pubusa sta portando avanti i ricorsi contro la RWM. Ciò che le sei realtà che si sono schierate di nuovo contro la cosiddetta fabbrica di bombe ribadiscono, è che la presa di posizione della regione sia un “grave atto politico e istituzionale”. Le sei realtà sono Italia Nostra Sardegna, Associazione A Foras, USB Sardegna, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna, il Comitato Riconversione RWM ma al sit-in organizzato in settimana fuori dal TAR era presente anche Mariella Setzu della Campagna Stop RWM. A lei abbiamo chiesto perché ritengano grave la scelta della Regione, decisione finora contestata da due partiti di maggioranza, Sinistra italiana e Sinistra futura, che chiedono alla presidente Alessandra Todde di fare marcia indietro rispetto alla decisione di costituirsi in giudizio contro il ricorso di associazioni e comitati. Ringrazio Mariella Setzu, Paolo Pubusa e Graziano Bullegas per i loro contributi, aggiungo però anche che ieri c’eravamo anche noi nel sit-in che è stato organizzato fuori dal tribunale e una delle questioni che ha trovato spazio nei dibattiti è anche quella Palestinese, da più punti di vista. Uno ha riguardato il fatto che è recente l’arrivo in sardegna di studenti e studentesse palestinesi grazie ai corridoi universitari, in quell’occasione Todde ha ribadito che la sardegna è terra di accoglienza, e che nessun giovane dovrebbe vedere il proprio futuro fermato dalla guerra. Quello che però sembra accadere ora è un voler ribadire che la guerra può partire da qua, ricordiamo l’accordo che RWM ha con la società israeliana Uvision per la produzione di droni da combattimento. Un tema sul quale è intervenuto Carlo Bellisai del Movimento Nonviolento Sardegna.
Fonti:
Ampliamento Rwm in Sardegna, tensioni nella maggioranza Todde
Sardegna, il Tar non sospende il decreto sull’ampliamento di Rwm
La Rwm e gli affari con Israele hanno un nuovo alleato: la Regione di Alessandra Todde
Carceri sarde al collasso - min. 15:40
Un sistema penitenziario "al limite", dove il sovraffollamento non è più un'emergenza circoscritta ma un fenomeno diffuso, accompagnato da un quadro sanitario definito "allarmante": leggo da ANSA che riporta come sia questa la fotografia scattata dalla Garante regionale delle persone private della libertà personale, Irene Testa, nella relazione annuale presentata in settimana in Consiglio regionale. Nel corso del 2025, il numero di istituti con un tasso di occupazione superiore al 100% è triplicato. Il dato più grave riguarda la salute delle persone detenute. Nel carcere di Uta ad esempio, su 729 detenuti, ben il 92% è sottoposto a terapie continuative, il 48,56% dei reclusi assume regolarmente farmaci psichiatrici e il 34,29% vive con patologie intellettive conclamate, mentre l'8,64% della popolazione carceraria è in terapia metadonica. Di recente Testa è intervenuta anche sul tema dei suicidi in carcere, un fenomeno sempre più diffuso che per la garante rappresenta l’ennesimo fallimento di uno Stato che ha smesso di proteggere i propri cittadini e cittadine, anche quando questi sono sotto la sua custodia. I pilastri di questa crisi, secondo la Garante, sono il sovraffollamento che annulla lo spazio vitale, la mancata prospettiva di recupero, e il vuoto sanitario, con una totale assenza di supporto per la salute mentale. “Lo Stato - ha precisato Testa - ha il dovere di tutelare la vita e la dignità di chi è detenuto. Continuare a ignorare questa emergenza significa esserne complici”. Una fotografia che restituisce non soltanto la crisi del sistema penitenziario, ma anche quella di un’idea di detenzione sempre più distante da qualunque prospettiva di cura e reinserimento.
Fonti:
Emergenza carceri nell'isola, la garante 'sovraffollamento record e allarme sanità'
Dramma nel carcere di Uta: ancora un suicidio. Irene Testa: "Stato complice di questa strage silenziosa"
Nove realtà sarde contro la metanizzazione dell’Isola - min. 17:32
Che la nostra sia un’isola in cui il conflitto fa parte dell’essere comunità attive è cosa nota e questa settimana, un’altra notizia ha visto al centro 9 realtà sarde schierate stavolta contro la metanizzazione della sardegna. Le associazioni sono No Gasdotto Sardegna, Comitadu de Turres, Comitato Nuraxino a difesa del territorio, Comitato S'arrieddu per Narbolia, Confederazione Sindacale Sarda, Global Sumud Sardigna, Italia Nostra Sardegna, Movimento Antifascista Oristanese e Sardegna Chiama Sardegna. Leggo dal manifesto sardo che riporta come le 9 realtà denuncino il fatto che con avviso pubblico del 15 maggio, Enura S.p.a., società diretta e coordinata da Snam, ha dato avvio alle procedure di esproprio legate al gasdotto che attraverserà il Centro-Sud Sardegna: 304 km di gasdotti, di cui 162 km di rete nazionale e 142 km di rete regionale, che attraverseranno il Campidano dall’oristanese sino a Cagliari, con una diramazione che arriva sino a Iglesias e Carbonia. Questo tratto ha superato la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma è però inserito all’interno di un più ampio progetto di metanizzazione dell’isola che non è ancora stato approvato nella sua interezza. La maggior parte delle procedure riguarda l’imposizione di servitù e l’occupazione temporanea, scrivono, ma vi sono anche numerosi espropri comunicati con avviso pubblico il 15 maggio. Il 14 giugno scadrà il tempo per le osservazioni sul procedimento di esproprio, perciò è necessario raggiungere urgentemente i proprietari coinvolti perché siano effettivamente messi al corrente della situazione, anche eprché come sottolineano le 9 realtà si starebbero avviando procedure di esproprio per la realizzazione di un’opera che è ancora soggetta a un esame regolatorio che potrebbe metterne completamente in discussione l’utilità. “Nonostante siano passati quasi 20 anni dal movimento NoGalsi ad oggi - scrivono nel comunicato - comitati e associazioni ancora si battono contro questo folle progetto di metanizzazione. Il progetto non solo arriva con 40 anni di ritardo, ma, dopo decenni di carbone, avrà anche la conseguenza di rendere la Sardegna dipendente da un’altra fonte energetica inquinante, climalterante, costosa e inaffidabile in quanto legata a contesti geopolitici instabili, segnati dalla violenza dell’imperialismo e dell’estrattivismo più feroce. Siamo ancora in tempo per fermarlo”, concludono. Una mobilitazione che riporta al centro un conflitto storico dell’isola: quello tra grandi opere energetiche, territorio e autodeterminazione delle comunità locali.
Fonti:
Espropri e servitù per un gasdotto senza gas
“Il Mostro” nella cinquina finalista ai Nastri d’Argento 2026 - min. 20:20
La serie “il Mostro” di Stefano Sollima uscita su Netflix è in cinquina ai nastri d’argento Grandi Serie come Miglior Serie Crime. La miniserie è incentrata sulla cosiddetta "pista sarda" del Mostro di Firenze, e vanta un cast composto quasi interamente da attori di origini isolane. In realtà ormai in maniera sempre più corale si ribadisce come la prassi dovrebbe essere proprio questa: affidare a persone del territorio in questo caso la possibilità di raccontare comunità, inflessioni linguistiche, gestualità e immaginari senza trasformarli in caricature. Una questione che non riguarda soltanto la rappresentazione, ma anche il lavoro culturale e artistico ovvero chi racconta chi, e soprattutto da quale prospettiva. Una scelta quindi quello di Sollima non scontata in un panorama audiovisivo italiano che per anni ha spesso relegato l’isola a stereotipo, macchietta linguistica o paesaggio esotico interno. Come ha dichiarato in settimana Valentino Mannias attore tra i protagonisti della serie all’Unione sarda, quello che bisogna evitare è favorire palcoscenici per spettacoli di altri in cui la Sardegna fa la sua goffa comparsa. Una riflessione quella di Mannias che si inserisce in un dibattito sempre più ampio sul modo in cui cinema e televisione rappresentano i territori e le comunità marginalizzate.
Fonti:
L'Unione Sarda, cartaceo del 28 maggio 2026, "Nastri d'Argento 2026, Mostro da cinquina" di Ciro Auriemma, p.46
LA SETTIMANA SARDEGNA OLTRE - min. 22:00
Sardegna Oltre è una testata indipendente che racconta l’Isola andando oltre la cronaca, attraverso approfondimenti e storie che restituiscono complessità. Nella rassegna stampa settimanale, raccontiamo non solo le principali notizie ma anche quelle uscite su sardegnaoltre.org e sui nostri canali social! Io sono Alessandro Spedicati e ora le vediamo insieme:
Lunedì abbiamo inaugurato la nostra settimana di pubblicazioni con un articolo di un nuovo ingresso in redazione, ovvero Salvatore Fadda, archeologo professionista e ricercatore [SI LEGGE QUI]. Nella sua prima collaborazione con noi ci ha parlato del passato della Sardegna e di come viene utilizzato nelle narrazioni politiche moderne e nei processi di costruzione dell’identità. Ci offre una riflessione che parte un po’ dalla domanda: chi decide quale passato raccontare e quale silenziare? In Sardegna infatti l’archeologia non è mai stata solo una questione accademica. È un terreno su cui si giocano partite che riguardano identità, appartenenza, rapporto con l’Italia e con il Mediterraneo. Dall’Unità d’Italia in poi, il patrimonio archeologico sardo è stato spesso marginalizzato, piegato a narrazioni nazionali più comode. E quando ha provato a emergere, l’identità sarda ha rischiato di riprodurre gli stessi meccanismi di esclusione da cui cercava di liberarsi. Eppure, la storia dell’isola è tutt’altro che semplice: dal Paleolitico al periodo fenicio-punico, da Roma a Bisanzio, millenni di scambi, ibridazioni e rotte mediterranee che collegavano sponde lontanissime. Una stratificazione quasi invisibile nell’immaginario pubblico, dominato dalla torre nuragica dell’Età del Bronzo. Riconoscere questo non significa sminuire il patrimonio nuragico. Significa restituire alla Sardegna il posto che le spetta: non un’eccezione del Mediterraneo, ma uno dei suoi nodi strutturali. Da leggere su www.sardegnaoltre.org
Se nel nostro articolo di lunedì abbiamo approfondito l'uso politico dell'archeologia in Sardegna con una riflessione che guarda alla coerenza storica quale approccio in grado di superare l'idea di un'Isola "eccezione" del Mediterraneo, martedì abbiamo aggiungiunto un'altra prospettiva, un nuovo punto di vista sul nostro "ruolo" nel Mediterraneo (anche perché quello che vogliamo fare è mettere in discussione quella narrazione che ci vuole solo come “portaerei nel mediterraneo”) [SI LEGGE QUI]. In un'Isola dove troppo spesso infatti l'abuso di termini quali "autenticità" porta alla creazione di gerarchie dell'appartenenza e di una presunta, "vera" identità, è anche la cucina a ricordare come siamo tutti e tutte esito di viaggi altrui, come la burrida. La burrida, che consideriamo uno tra i piatti simbolo della cultura sarda (soprattutto casteddaia), porta nascosta nel nome la parola araba bārida che significa semplicemente “piatto freddo”. È una ricetta-boomerang che ha viaggiato dall’antica Roma fino alle corti dei Califfi, per poi tornare nel cuore del Mediterraneo sotto nuove vesti. Non è un patrimonio da recintare, ma un diario di viaggio. Altro esempio è lo scabecciu. Il termine deriva dal persiano medio sikbāj: Sik (aceto) e Bāj (cibo/zuppa). Il concetto nasce in Persia per conservare la carne, viene adottato dagli Arabi che lo applicano al pesce e lo “arabizzano”. Attraverso il Nord Africa e la Spagna musulmana, questo termine diventa escabeche in castigliano e scabecciu in sardo. Un approfondimento prezioso a cura di Paola Pilisio, il cui lavoro di scrittura e ricerca si focalizza proprio sull’evoluzione del cibo.
Mercoledì invece abbiamo ospitato una riflessione di Savina Dolores Massa sul rapporto tra tutela ambientale del Sinis, cultura, turismo e gestione del patrimonio di Mont’e Prama [SI LEGGE QUI]. La scrittrice parte dal fatto che il 2026 si apre con numeri da record per i siti culturali di Cabras, grazie a una crescita molto significativa di visitatori e incassi: aprile ha infatti segnato il miglior mese di sempre, con oltre 27.400 biglietti staccati e più di 107mila euro di entrate. Dati che confermano un trend positivo, con proiezioni di superare i 200.000 ingressi annuali e avvicinarsi al milione di euro di incassi. Oltre questo successo però, Savina Dolores Massa invita a spingersi più in là nella riflessione: è davvero il momento di mettere al centro il denaro o dobbiamo fermarci e pensare alla fragilità di un territorio unico come il Sinis? L’area marina protetta, già sottoposta a pressioni e cambiamenti climatici, rischia di essere travolta da un turismo di massa senza regole, con impatti irreversibili su coste, fauna e paesaggio. L'esempio dei Giganti di Mont’e Prama, tornati nel loro territorio dopo oltre mezzo secolo, evidenzia come sia importante salvaguardare la nostra identità e il patrimonio, evitando che le promozioni e gli eventi diventino una corsa al profitto a discapito del fragile ecosistema. Anche il nostro patrimonio UNESCO, come le Domus de Janas, merita attenzione, non solo numeri e incassi. Trovate anche questo su www.sardegnaoltre.org
SPORT - min. 26:53
Vediamo ora cosa è accaduto nella settimana sportiva isolana grazie al contributo di Francesco Aresu, direttore di Centrotrentuno:
Si conclude nel migliore dei modi la stagione del Cagliari Calcio, che nell’arco di due giorni incassa due vittorie di prestigio tra l’1-2 di Milano della squadra di Fabio Pisacane e il netto 3-0 in casa del Napoli dell’Under 20 nel playout salvezza, successo che permette ai rossoblù di Alberto Gallego di mantenere la massima categoria nel Campionato Primavera 1. Iniziamo però dall’impresa di San Siro, che mancava da ben 29 anni. Deiola e compagni hanno saputo rimontare il gol subito a freddo da Saelemaekers dopo soli due minuti, riuscendo a ricompattarsi subito trovando il pareggio con Borrelli al 19’ e il gol del definitivo sorpasso al 56’, grazie alla prima rete in carriera dell’uruguaiano Rodriguez. Al di là dei tre punti, che hanno consentito al Cagliari di chiudere al 14° posto in classifica a quota 43, quel che ha convinto della prestazione del Meazza è stato il coraggio dei rossoblù nella gestione del match. Raramente i padroni di casa sono riusciti a organizzare una manovra degna di tal nome, per la disperazione di Allegri, esonerato insieme ai piani alti della dirigenza nel repulisti voluto dal patron rossonero Cardinale. Chiusa la stagione, ora sul tavolo è tempo di mettere il futuro extra-campo, in cui il progetto stadio è in attesa di novità istituzionali e a livello societario gli investitori americani sono chiamati a decidere quale percentuale delle quote del club vorranno raggiungere. Solo così si potrà poi parlare di mercato, ma sarà sicuramente un’estate molto lunga. Chiusura di stagione positiva anche per il Cagliari Primavera, che con la vittoria di Napoli blinda la permanenza nella massima categoria giovanile del calcio italiano anche per il prossimo anno. Le reti di Trepy, Mendy e Costa marcano la netta differenza tra sardi e partenopei, sovrastati dalla superiorità fisica e tecnica dei ragazzi di Gallego. Un bel sospiro di sollievo per l’Under 20 rossoblù, che chiude bene una stagione iniziata con la sconfitta in Supercoppa italiana contro l’Inter, ma poi resa complicata da un rendimento non all’altezza e con la rosa ridotta all’osso per le necessità della Prima squadra di Pisacane, a sua volta falcidiata dagli infortuni.
FESTIVAL ED EVENTI IN ARRIVO - 29:13
E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:
- Inizio col dirvi che nella cornice dell’edizione 2026 del Biofestival (evento che è in corso, promosso dal BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis e che si sviluppa tra Sestu, Serramanna e Cagliari) c’è spazio anche per il cinema. A cura dell’associazione Rebelterra, sabato 30 e domenica 31 maggio ci saranno una serie di proiezioni che attraversano la Sardegna tra comunità, pratiche sostenibili e trasformazioni sociali, con uno sguardo capace di intrecciare cinema, ricerca e narrazione del territorio. Il 30 maggio dalle 18:30 nella Sala Convegni Helmar Schenk del parco di Molentargius verrà proiettata “Sardinia Green Trip” di Andrea Mura, una webserie documentaria in 4 episodi da 15 minuti. Racconta un viaggio che tra agricoltura biologica, turismo lento, artigianato, bioarchitettura e sostenibilità ambientale, attraversa una Sardegna in trasformazione, dove tradizione e innovazione dialogano per costruire nuove possibilità di futuro. Il 31 maggio dalle 18:30 sempre nella Sala Convegni a Molentargius proietteranno “VideoRitratti di Gallura” di Gaetano Crivaro e Margherita Pisano. VideoRitratti è un progetto di ricerca, narrazione, formazione e produzione artistica nei territori che prende come punto di partenza i volti di chi li abita, con l’intento di esplorare e ricercare modalità di narrazione della città e dei luoghi attraverso il cinema, indagando il rapporto tra corpo e spazio, a partire dal Ritratto.
- Vi dico anche che fino al 28 giugno la Fondazione di Sardegna, attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, inaugura al Padiglione Tavolara di Sassari la mostra “Sardegna, Novecento di confine. Arte tra le due guerre”, dedicata agli artisti sardi della prima metà del XX secolo. Il progetto espositivo, curato da Maria Paola Dettori, esplora gli aspetti della produzione isolana più direttamente legati al contesto della storia dell’arte italiana del Novecento. La mostra documenta il percorso attraverso opere che testimoniano il legame con l’identità dell’isola, senza indulgere in letture regionalistiche o folkloriche, ma mettendo in luce il dialogo con il panorama culturale del tempo. In esposizione 75 lavori tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e fotografie d’epoca. In alcuni casi si tratta di opere poco conosciute o presentate per la prima volta, talvolta note solo attraverso fotografie d’epoca. È il caso dei bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a “Il risparmio e il lavoro” del 1943, in parte ricostruiti per questa occasione, o dei gessi di Francesco Ciusa realizzati per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati attraverso immagini storiche. Insomma, un’occasione di conoscenza unica, da non perdere
- Amanti delle sagre in chiusura mi rivolgo a voi, perché questo è un weekend che per alcuni sarà esteso fino a lunedì 2 giungo e in quella data, ci sarà la molto attesa “Sagra della Ciliegia” di Bonarcado. Meglio nota come la “Sagra de sa Cariasa Bonarcadesa“, anche quest’anno la sagra del centro del Montiferru sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali, con l’immancabile degustazione delle ciliegie locali. Tra l’altro Bonarcado lega nome e fama a due ‘gioielli’ di architettura romanica: il santuario e la basilica di Nostra Signora di Bonacatu. I due edifici formano un complesso che si affaccia su una deliziosa piazza del centro storico e sono sedi del più antico culto mariano dell’Isola. Il santuario bizantino è poi uno dei primi edifici cristiani dell’Isola: l’impianto è forse del V secolo, successivi interventi del VII-VIII, quando probabilmente si era già insediato un nucleo abitativo. Fu costruito riusando parte di precedenti terme romane, delle quali è venuto alla luce un tratto di pavimentazione a mosaico. Insomma, l’occasione qua può essere doppia!
Siamo arrivati alla fine anche di questa puntata. Noi vi invitiamo a scriverci e mandarci segnalazioni di storie ed eventi, anche dai sardi nel mondo, su redazione@sardegnaoltre.org. Buon weekend dalla redazione di Sardegna Oltre La Cronaca


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