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Il focus sulle elezioni comunali - Rassegna stampa sarda settimanale

Oggi la nostra rassegna stampa sarda podcast parte dalle elezioni comunali: la Sardegna entra ufficialmente in clima elettorale con 149 Comuni al voto il 7 e 8 giugno, in una tornata che attraversa tutta l’Isola e che si intreccia con i grandi temi dei territori. Ne parliamo con Luigi Pisu di Sardegna Chiama Sardegna, che ci aiuta a leggere i meccanismi del voto nei Comuni, l’attivista Giovanna Casagrande e la sua riflessione critica sulle liste civiche e l’insegnante Franca Puggioni che si sofferma sulle criticità legate alla doppia preferenza di genere. Parliamo poi del blocco delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza: cresce il dibattito sul rispetto del diritto internazionale, sulla tutela di attivisti e attiviste ma anche sull’indifferenza verso quanto accade al popolo palestinese. Andiamo poi sul fronte demografico e sociale, con il nuovo rapporto Mete 2026 che restituisce un quadro ancora critico per la Sardegna ma anche alcune esperienze che provano a invertire la rotta tra rigenerazione dei territori e nuove forme di attrattività locale. E infine, una notizia dal mondo della ricerca scientifica: uno studio dimostra che prima di 30 milioni di anni fa la Sardegna era unita alla Provenza e non alla Catalogna come precedentemente ipotizzato. Dopo la cronaca facciamo un giro sul nostro portale e sui nostri social, un tuffo nello sport sardo con gli amici di Centrotrentuno e vediamo tutti gli eventi da non perdere in arrivo.

R
Redazione Corrispondente
22 MAG 2026
21 min
Immagine di repertorio Canva

Immagine di repertorio Canva

Ascolta il podcast


RASSEGNA OLTRE - TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA PODCAST

Cronaca:

Buongiorno dalla redazione di Sardegna Oltre, sono Lisa Ferreli e apriamo insieme con una selezione delle notizie più rilevanti uscite nell’ultima settimana.

Sardegna al voto: il focus sulle comunali - min. 2:13

La Sardegna è ormai entrata ufficialmente in clima elettorale. Tra poco più di due settimane, domenica 7 e lunedì 8 giugno 149 Comuni sardi torneranno alle urne per rinnovare sindaci, sindache e consigli comunali. Una tornata che attraversa praticamente tutta l’isola e che arriva in una fase politica particolare: con equilibri ancora in movimento nei banchi della giunta regionale, amministrazioni uscenti sotto pressione ma anche questioni sempre aperta — penso al tema dello spopolamento, della sanità, del diritto alla casa ma anche della speculazione energetica — che soprattutto nei piccoli centri pesa spesso più degli stessi schieramenti. Leggo dal sito della Regione Autonoma della Sardegna che ricorda come il turno amministrativo 2026 riguarda i Comuni chiamati al rinnovo dei propri organi per scadenza naturale del mandato o per altre cause previste dalla legge: nel dettaglio, saranno 27 nella Città Metropolitana di Cagliari, 27 nella Città Metropolitana di Sassari, 13 nella provincia di Gallura Nord-Est Sardegna, 20 in quella di Nuoro, 7 in Ogliastra, 38 in quella di Oristano, 11 nel Medio Campidano e 6 nel Sulcis Iglesiente. Quello che anche a questa tornata emerge è come il voto amministrativo sia non solo un’occasione di rinnovo ma anche un test politico diffuso. Non solo per i partiti, ma anche per capire quali temi (se sono questi a farlo) riescono davvero a mobilitare le comunità sarde. Quello che però in generale emerge è come se nei grandi centri si parla più di urbanistica, trasporti e anche di turismo, in molti paesi il nodi restano più essenziali: servizi che spariscono, scuole che chiudono, sanità distante, lavoro soprattutto per i giovani e difficoltà quotidiane che trasformano ogni elezione comunale in una discussione concreta sulla possibilità stessa di continuare a vivere in certi territori della Sardegna. Oggi la nostra rassegna parte quindi con un focus a tema elezioni, e lo facciamo anche grazie al contributo di tre persone che con riflessioni critiche e tecniche ci aiutano ad entrare meglio in una questione che è centrale: il diritto di voto continua a riguardarci, soprattutto quando come hanno dimostrato i dati sul gradimenti dei e delle presidenti di regione, la sfiducia cresce.

Fonti:
Elezioni amministrative 2026, in Sardegna si voterà il 7 e 8 giugno in 149 comuni.


Fermate le navi della Global Sumud Flotilla - 14:14

Notizia centrale nelle cronache settimanali è il fatto che in due giorni, la marina israeliana ha bloccato tutte le navi della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza per portare aiuti umanitari, assistenza medica e non spegnere i riflettori sulle condizioni della popolazione palestinese. Leggo da Rainews che riporta come le ultime imbarcazioni fermate si trovavano a un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia: attiviste e attivisti sono stati fermati e portati a Ashdod, tra loro anche due persone sarde, Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia. Inizialmente i ministro degli affari esteri Tajani ha chiesto all'ambasciata italiana di chiedere formalmente a Israele di garantire la protezione, l'incolumità e i diritti fondamentali dei connazionali, ma anche di verificare urgentemente l'eventuale uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riportato dai e dalle manifestanti, avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia. Nel frattempo la missione ha depositato una denuncia per sequestro di persona ma quello che nel frattempo è successo è anche che hanno fatto il giro del mondo le immagini, divulgate dal ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir , dove sotto il titolo “Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo”, il ministro deride attivisti e attiviste mentre cammina tra loro, i quali si trovano ammanettati e bendati in ginocchio. Il ministro esulta ribadendo: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa» mentre in un altro filmato, si vede un attivista che dopo aver gridato “Free Palestine” viene sbattuto a terra da un agente. Mattarella ha parlato di un: “Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”, mentre la presidente Meloni e il ministro Tajani hanno ribadito quanto le immagini di cui ho parlato poco fa siano inaccettabili. “È inammissibile - hanno dichiarato - che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia - aggiungono - pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano”. Il ministro degli Esteri Tajani ha chiesto sanzioni formali all’Ue contro il ministro israeliano Ben-Gvir: “Violati i più elementari diritti umani”. L’apprension, nel frattempo si è fatta sempre più forte ma insieme ad essa è cresciuta anche un’altra consapevolezza: quella di non poter più considerare tutto questo come un’emergenza improvvisa o come una deriva inattesa. Ricordo che il rapporto presentato il 16 settembre 2025 dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato, ha concluso che le autorità e le forze israeliane hanno commesso e stanno continuando a commettere genocidio nella Striscia di Gaza occupata. Una violenza reiterata, sistemica, portata avanti nel tempo. E allora sorprendersi oggi del fatto che quella stessa violenza possa colpire anche persone non palestinesi rischia di essere non solo miope, ma anche profondamente ingiusto verso chi quella violenza la subisce da anni, spesso nel silenzio o nell’indifferenza internazionale. Per questo diventa difficile non notare anche un’altra questione: quanto le reazioni istituzionali cambino di intensità a seconda di chi viene colpito. Perché se è giusto pretendere tutela e protezione per cittadine e cittadini italiani, resta inevitabile chiedersi perché analoghe prese di posizione, altrettanto nette nel difendere il diritto alla vita del popolo palestinese, siano state finora così deboli, tardive o del tutto assenti.

Fonti:
Video shock da Ashdod: gli attivisti della Flotilla legati e in ginocchio mentre il ministro li insulta. Tra i fermati Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia
Attivisti della Flotilla maltrattati, tutti contro Ben-Gvir. Ansia per i due sardi fermati, i legali: «Violenze estreme e feriti»
Attivisti intercettati da Israele e trasferiti ad Ashdod, tra loro due sardi
Dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani
Rapporto Onu: Israele sta commettendo genocidio a Gaza


Rigenerare i territori per fermare lo spopolamento - min 18:11

In settimana il Comitato regionale emigrazione immigrazione delle Acli della Sardegna ha presenta il nuovo rapporto Mete 2026, l’analisi ovvero sui flussi e la condizione demografica in Sardegna. Leggo da Sardinia Post che riporta come non si tratta di una fredda, triste rassegna di numeri e segni negativi ma più un invito a creare politiche che resistano allo spopolamento e diano occasioni di crescita e rigenerazione: con questi intenti. Le fonti elaborate dal rapporto restituiscono un quadro critico: la Sardegna ha perso oltre 85 mila residenti tra il 2006 e il 2026, siamo inoltre la regione con il tasso di fecondità più basso d’Italia e le proiezioni per il 2050, tra redditi sempre più bassi, popolazione più isolata e servizi carenti, sono allarmanti. Emerge però anche un dato umano potente: il calo delle nascite non è l’esito di un rifiuto della genitorialità, ma di una “sospensione decisionale” forzata. Sardi e sarde desiderano ancora avere figli, ma si scontrano con una precarietà strutturale. La rinuncia infatti alla genitorialità in Sardegna non è l’esito di un disinvestimento nei valori familiari, ma una reazione razionale a una “asimmetria di genere strutturale”: a gravare è un carico mentale sproporzionato, dove la cura familiare è gestita quasi esclusivamente in solitudine e dalle donne, a fronte di un welfare pubblico percepito come lontano o inefficiente. Questa condizione, unita alla precarietà lavorativa, trasforma la scelta di avere figli come scrivono su Sardinia Post, in un atto di eroismo. Eppure, non mancano i cosiddetti segnali di speranza come il comune di Gergei, capace di attrarre nuovi residenti attraverso l’investimento nella qualità della vita e nella rigenerazione dei legami comunitari, ma anche lo sport che si rivela uno strumento di inclusione potente, capace di trasformare il percorso migratorio di atlete e atleti stranieri in traiettorie di cittadinanza attiva. Sono esempi che dimostrano che il declino non è un destino ineluttabile, ma l’esito di marginalità che possono essere corrette con una politica di “attrattività territoriale” che sostituisca la vecchia retorica nostalgica del “rientro” con la certezza della dignità del lavoro e della stabilità sociale. Sulle soluzioni per il futuro il Rapporto Mete 2026 “impone una scelta di campo – sottolineano i curatori dello studio – rassegnarsi a un lento tramonto o intraprendere un percorso di rigenerazione strutturale”. La Sardegna, proseguono, “deve smettere di gestire lo spopolamento come un’emergenza perpetua e iniziare a pensarsi come un laboratorio di innovazione sociale, dove il diritto alla cittadinanza e all’uguaglianza dei servizi sia garantito in ogni angolo dell’isola. Solo rigenerando comunità capaci di proteggere il presente sarà possibile generare vita e consegnare alle generazioni future un territorio vibrante, giusto e ancora capace di immaginare il proprio domani”.

Fonti:
La Sardegna verso il tramonto demografico? Dal rapporto Mete numeri e idee per riscrivere il futuro dell’Isola


Ricerca: 30 milioni di anni fa la Sardegna era unita alla Provenza, non alla Catalogna - min 21:10

Tra le notizie della settimana ce n’è anche una che vogliamo raccontare come una buona notizia perché aggiunge conoscenza, allarga lo sguardo e restituisce complessità a un’isola che troppo spesso raccontiamo solo nel presente delle sue emergenze. Dalla ricerca scientifica arriva infatti uno studio che ricostruisce un pezzo della storia geologica della Sardegna: milioni di anni fa, il blocco sardo-corso avrebbe subito una rotazione molto più ampia di quanto si pensasse, fino a circa 90 gradi, nel contesto dei grandi movimenti che hanno modellato il Mediterraneo. Emerge da uno studio pubblicato condotto Gaia Siravo e Fabio Speranza dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia insieme a ricercatori dell'Università di Sassari - ricerca sviluppata nell'ambito del progetto infrastrutturale ROSE, linea di ricerca SAKURA, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Come spiega Gaia Siravo, ricercatrice e prima autrice dello studio “questo dimostra che prima di 30 milioni di anni fa il blocco sardo-corso era unito alla Provenza e non alla Catalogna come precedentemente ipotizzato". Secondo gli studiosi, se oggi quindi Sardegna e Corsica sono allineate lungo una direttrice Nord-Sud, circa 30 milioni di anni fa erano invece disposte lungo un asse Est-Ovest. “Sono risultati che aggiornano in modo significativo la storia rotazionale della microplacca sardo-corsa” ha ribadito Fabio Speranza, dirigente di ricerca dell'INGV e coautore del lavoro. Una ricerca che ci racconta come ogni equilibrio, anche quello che ci sembra più stabile, è il risultato di trasformazioni continue ma anche una scoperta che, in fondo, ci ricorda una cosa semplice: niente, nemmeno un’isola, resta davvero immobile nel tempo.

Fonti:
La Sardegna ruotò di 90 gradi 15 milioni di anni fa


LA SETTIMANA SARDEGNA OLTRE - min. 23:10

Sardegna Oltre è una testata indipendente che racconta l’Isola andando oltre la cronaca, attraverso approfondimenti e storie che restituiscono complessità. Nella rassegna stampa settimanale, raccontiamo non solo le principali notizie ma anche quelle uscite su sardegnaoltre.org e sui nostri canali social! Io sono Alessandro Spedicati e ora le vediamo insieme:

Lunedì abbiamo inaugurato la nostra settimana di pubblicazioni con una nuova rubrica a cura del giornalista Matteo Cardia [SI LEGGE QUI], in cui (senza presunzione eh che qua si vuole andare oltre, non sopra) prova a spiegare alcune delle questioni centrali nelle cronache isolani. Siamo partiti da Abbanoa e dal tema della gestione dell’acqua in Sardegna due tematiche (non troppo scollegate) sempre al centro anche dei dibattiti isolani, siano essi pubblici, istituzionali, privati, formali o informali. Questioni centrali ma non per questo chiare e definite nella consapevolezza collettiva. Quello che facciamo infatti è provare ad entrare nella complessità che ci riguarda (come l’acqua intesa quale diritto di tutte e tutti) andando in profondità. Fra criticità ormai storiche (pensiamo alla dispersione idrica, la mancata trasparenza e la conseguente sfiducia di cittadine e cittadini, gli effetti della crisi climatico…) e un presente di cambiamento a partire dagli assetti societari, è chiaro come attorno all’acqua non si concentra soltanto una questione infrastrutturale, ma un’idea stessa di bene comune. Il principio, da più parti rivendicato, rimane uno: l'acqua è un diritto da tutelare. L’approfondimento del nostro Matteo Cardia parte da una constatazione, ovvero il fatto che sono passati più di vent’anni dalla nascita di quello che ancora oggi è il gestore unico del Servizio Idrico Integrato, compito affidato da quello che oggi è l’Ente di Governo d’Ambito della Sardegna (Egas), ovvero l’Ente regolatore del servizio idrico regionale. Vent’anni fatti però più di bassi che di alti, in cui a spiccare sono state le promesse di cambiamento e i problemi economici che ancora oggi determinano il presente della società per azioni a capitale interamente pubblico, composto da Regione Sardegna e 342 comuni isolani, creata con l’intenzione di superare un sistema basato su gestioni comunali e consortili. Una società che ha vissuto da subito su squilibri e difficoltà che hanno messo in subbuglio diverse comunità e portato i conti in rosso, fino alla necessità di un piano di ricapitalizzazione presentato dalla Regione Sardegna e approvato dalla Commissione Europea nel lontano 2013. A contribuire all’approfondimento sono le voci di Daniela Falconi (sindaca di Fonni e presidente di ANCI Sardegna) e Ester Satta (ex sindaca di Olzai, capofila tra i comuni che non fanno parte di Abbanoa). Entrambe ribadiscono un concetto fondamentale: l’acqua è un diritto da tutelare. Un approfondimento decisamente interessante, lo trovate come sempre su www.sardegnaoltre.org 


Martedì spazio alla penna di Michela Calledda della libreria la Giraffa di Siliqua, con una riflessione che parte da un recente fatto di cronaca [SI LEGGE QUI]. Per l'anarchico Alfredo Cospito recluso al 41 bis nel carcere di Sassari, il tribunale di sorveglianza aveva infatti autorizzato la consegna di libri e cd. Quello che però è successo è che la stessa casa circondariale, il Dap e il ministero della Giustizia hanno fatto ricorso in Cassazione per opporsi alla concessione. E nel frattempo, ad Alfredo Cospito è stata negata la possibilità di leggere i libri o ascoltare i cd richiesti. Quello che colpisce di tutta questa vicenda è il modo in cui i libri sono stati descritti nel ricorso: non necessari. Superflui. Come se leggere fosse una specie di lusso, un vezzo da concedere soltanto a chi sta fuori. Vi leggo un pezzo della riflessione di Michela Calledda che trovate integrale sul nostro sito: “Ci si può domandare come potrebbe essere una giornata dentro una cella del 41-bis, senza però riuscire a immaginarla davvero. Si possono immaginare il silenzio, la ripetizione, il cemento, le ore tutte uguali. La stanchezza della mente prima ancora di quella del corpo. Ed è forse per questo che un libro lì dentro non è soltanto un libro, ma una presenza che interrompe (anche solo per poco) l’impressione che il mondo non finisca contro le pareti di una cella. La cosa che più inquieta, però, è un’altra: l’abitudine con cui accettiamo tutto questo. Ci abituiamo molto facilmente all’idea che alcune persone possano essere escluse dall’umanità comune. All’inizio diciamo che si tratta di casi eccezionali, di situazioni limite, di individui pericolosi. Poi, lentamente, smettiamo di porci delle domande che dovremmo continuare a farci. Il problema non è Alfredo Cospito. Il problema è l’idea di Stato che si costruisce attraverso queste decisioni minuscole e ostinate. Uno Stato che decide che leggere non è un diritto fondamentale sta dicendo qualcosa di molto preciso su cosa considera umano e cosa no. Nel ricorso si teme che, concedendo questi libri, la richiesta possa estendersi ad altri detenuti. Come fosse una prospettiva allarmante, come se il fatto che molte persone recluse chiedano di leggere possa costituire un pericolo. Difficile immaginare qualcosa di più triste”.


Mercoledì invece attraverso un articolo della nostra Sara Brughitta ci siamo soffermati sul tema dell’inquinamento marino [SI LEGGE QUI]. Il Mediterraneo infatti, pur rappresentando meno dell’1% delle acque marine globali, concentra circa il 7% delle microplastiche presenti nelle acque. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ogni giorno finiscono nel Mediterraneo circa 730 tonnellate di rifiuti plastici, mentre tra il 95 e il 100% dei rifiuti galleggianti è costituito da plastica. Una pressione ambientale che ovviamente coinvolge anche la Sardegna, anche in quanto isola al centro di rotte marittime, correnti e flussi turistici sempre più intensi. La nota positiva però è che le azioni a contrasto, non mancano. Dal basso, come quanto organizzato da Rebelterra, ente del terzo settore impegnato nella sostenibilità che ha di recente concluso i Clean Up Games raccogliendo a Giorgino - nel lungo tratto di spiaggia che costeggia la strada statale 195 - 9,3 tonnellate di rifiuti grazie a 764 volontari e volontarie, rilanciando il tema della responsabilità collettiva. Così come dall'alto delle istituzioni, come il progetto europeo PLASTRON portato avanti a Stintino, e finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027. L’obiettivo qui è trasformare la plastica recuperata dall’ambiente marino in nuovi materiali destinati all’arredo urbano e alla stampa 3D. Due realtà, due approcci diversi e complementari, ma accomunati da un obiettivo, ovvero provare a invertire la rotta. Da un lato c'è Fondazione MEDSEA, che lavora sul ripristino degli ecosistemi marini con una logica multidisciplinare: ricerca, economia circolare, materiali recuperati trasformati in risorse. Dai gusci di cozze diventati isolotti artificiali per gli uccelli acquatici, al "cozzestruzzo" per panchine prototipo. Dall'altro c'è Rebelterra, che sceglie la strada dell'attivismo dal basso e lo fa con un format capace di coinvolgere chi, di solito, non parteciperebbe mai a un'iniziativa ambientale. Lo dicevo anche prima: gli ultimi Clean Up Games hanno riunito 764 volontari e volontarie, dai 18 mesi ai 75 anni, raccogliendo 9,3 tonnellate di rifiuti. Sono numeri che ripeto anche perche parlano da soli, ma non senza interrogativi: e se la sensibilità ambientale diventasse solo una moda? Un qualcosa di passeggero? Ne parliamo su Sardegna Oltre.


SPORT - min. 31:03

Vediamo ora cosa è accaduto nella settimana sportiva isolana grazie al contributo di Francesco Aresu, direttore di Centrotrentuno:

Un fine settimana di soddisfazioni e festa per la Sardegna del pallone, tra salvezze inseguite per una stagione e traguardi mai raggiunti in passato. Partiamo dal Cagliari, che grazie alla vittoria per 2-1 contro il Torino si è guadagnato con una giornata d’anticipo la certezza matematica di restare in Serie A anche nella prossima annata. Il gol del granata Obrador aveva fatto venire più di qualche brivido agli oltre 16mila presenti all’Unipol Domus per l’ultima gara casalinga dell’anno, ma l’uno-due firmato da Esposito e Mina ha ribaltato il risultato permettendo alla squadra di Fabio Pisacane di poter festeggiare al meglio la salvezza. Il tutto nella serata dell’ultima gara da calciatore del Cagliari di Leonardo Pavoletti, il cui futuro è ancora incerto a causa delle non perfette condizioni fisiche del livornese, che nei prossimi mesi prenderà una decisione su cosa fare dopo la fine dell’esperienza rossoblù. Grande festa anche a Sassari, dove si festeggia la salvezza della Torres in Serie C: i rossoblù hanno battuto il Bra 2-1 nella gara di ritorno dei playout, confermando il successo di Sestri Levante. I soliti Sorrentino e Di Stefano hanno griffato il successo dei sassaresi di Alfonso Greco, mai davvero in ambasce contro i giallorossi piemontesi che hanno trovato il gol della bandiera con Sinani in pieno recupero. Finisce così una stagione difficile in casa Torres, che dovrà necessariamente fare da insegnamento per il futuro: la Serie C è una categoria infida, in cui non sempre basta avere una rosa di livello per raggiungere l’obiettivo. Sarà un’estate calda dalle parti del Vanni Sanna, con il futuro di Greco ancora in bilico e una nuova stagione da programmare per evitare gli errori di quella appena trascorsa. In Serie D, infine, si è chiusa nel migliore dei modi l’avventura del Monastir di Marcello Angheleddu, capace di vincere 1-0 a Roma sul campo del Trastevere la finale playoff del Girone G. Il ventesimo gol di bomber Aloia ha così permesso ai campidanesi di togliersi la soddisfazione di essere inseriti nella graduatoria dei ripescaggi in Serie C, per quanto all’ultimo posto. L’ennesima dimostrazione di una stagione da ricordare per Masia e compagni, attesi a una conferma nel prossimo campionato, con la curiosità di vedere all’opera la nuova dirigenza guidata dall’imprenditore brianzolo Romi Fuke.


FESTIVAL ED EVENTI IN ARRIVO - 33:05

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Inizio col dirvi che domani, sabato 23 maggio, alle ore 10:30, lo spazio “S’Aposenteddu” a Pirri in via Enrico Toti 51 ospiterà un evento di grande rilievo per la cultura isolana. L'associazione politica “Sardegna chiama Sardegna” conferirà infatti la tessera onoraria a Mario Puddu, autorevole linguista originario di Illorai, figura di riferimento e di fondamentale importanza per il movimento linguistico sardo.  Il riconoscimento intende rendere omaggio a un uomo semplice, di professione insegnante, che dall'inizio degli anni Ottanta porta avanti una ricerca quotidiana, monumentale e quasi solitaria. A lui si deve la creazione del “Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda”, un'opera immensa e preziosa, fruibile liberamente anche online, che ha colmato autonomamente un vuoto istituzionale che nemmeno le università di Cagliari e Sassari hanno saputo riempire. Durante la mattinata verranno ripercorse le tappe fondamentali della sua vita straordinaria, delle sue battaglie e delle sue opere, dando voce al protagonista e lasciando spazio alle testimonianze e ai pensieri di quanti vorranno condividere un contributo sul suo operato. Un incontro che non è solo un tributo a Mario Puddu, ma una celebrazione collettiva per tutti coloro che amano, studiano e difendono l'identità dell'isola.
  • La Giornata Nazionale del Biologo Professionista (GNBP) torna nel 2026 con la sua XII edizione e per l’occasione, questo weekend in piazza Garibaldi ci saranno diversi i biologi che offriranno consulenze gratuite volte a diffondere la cultura della prevenzione, della salute e della sostenibilità. Tra consulenze nutrizionali, incontri dedicati alla fertilità e al rapporto tra alimentazione e salute riproduttiva, talk aperti con esperti, laboratori didattici, quiz e momenti dedicati alla lettura delle etichette alimentari, il pubblico potrà approfondire temi legati alla salute, all’ambiente e alla sostenibilità. Ve ne parlo perché è sì un’evento ma anche una bella occasione gratuita di conoscenza del mondo dell’alimentazione ma anche di sé. Trovate tutte le info su www.enpab.it.
  • Vi dico anche che fino al 30 maggio Sassari ospiterà “Identità Svelate- Abiti di Sardegna tra arte e storia”, una grande mostra diffusa dedicata al patrimonio tessile, artistico e culturale dell’isola. Promossa dal Comune di Sassari in occasione della Cavalcata 2026, l’esposizione è articolata in quattro sedi museali e culturali della città, unite da un unico percorso visivo curato dalla designer Mara Damiani. Il Padiglione Tavolara ospita la sezione “Tra-Me. Tradizione e meraviglia” dove sono esposti preziosi abiti storici provenienti da una collezione privata dedicata al vestiario femminile tradizionale dei principali centri dell’isola, accanto ai dipinti della Collezione Piloni dell’Università degli Studi di Cagliari e a materiali audiovisivi storici provenienti dalla Cineteca Sarda, dal Fondo Esit-Ras e dall’Istituto luce. La seconda tappa della mostra è al Museo nazionale archeologico ed etnografico Sanna con “Dentro e fuori il Museo: gli abiti del Sanna in un’esposizione partecipata”. Il percorso mette in dialogo abiti storici musealizzati e abiti ancora utilizzati oggi dalle comunità locali di Cossoine, Ittiri, Osilo, Ossi, Ploaghe, Sennori e Thiesi, grazie alla collaborazione con associazioni e realtà del territorio. Alla Pinacoteca nazionale di Sassari è invece allestita “Vestire da Regina: dipingere un’isola favolosa”, un viaggio nell’arte identitaria sarda del primo Novecento attraverso opere dedicate all’abito tradizionale firmate da artisti come Giuseppe Biasi, Antonio Ballero e Tarquinio Sini. Il percorso si conclude nella sala Giuseppe Duce di Palazzo Ducale di Sassari con “L’arte del ricamo: trenta varianti del bustino femminile”, una sezione dedicata ai corsetti tradizionali provenienti da diversi paesi dell’isola, tra cui Ittiri, Nulvi, Osilo, Nuoro, Orotelli, Orune, Bonorva e Cuglieri. Insomma, una serie di appuntamenti uno più interessante dell’altro, segnateveli!

Siamo arrivati alla fine anche di questa puntata. Noi vi invitiamo a scriverci e mandarci segnalazioni di storie ed eventi, anche dai sardi nel mondo, su redazione@sardegnaoltre.org. Buon weekend dalla redazione di Sardegna Oltre La Cronaca

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